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Parco degli Iblei: dibattito aperto

Con la Legge Nazionale n.222 del 29 novembre 2007 all’art. 26 “Disposizioni in materia ambientale” al comma 4 septies, il parlamento italiano approvava l’istituzione di quattro (4) parchi nazionali in Sicilia, ovvero:

Parco delle Isole Egadi e del Litorale trapanese, Parco delle Eolie, Parco dell’isola di Pantelleria e Parco degli Iblei

Nella prima fase di avvio della procedura, anni 2010-2011, al fine di consentire il confronto in sede locale e pervenire alla definizione di una proposta già condivisa per la perimetrazione, la zonizzazione e la disciplina di tutela del Parco Nazionale degli Iblei, su proposta del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, veniva istituito un apposito tavolo tecnico regionale, governato dall’assessorato Regionale al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana. Nello specifico, proprio in riferimento all’istituzione del parco Nazionale degli Iblei, si decideva di avviare un ampio processo partecipativo con gli Enti Locali coinvolti, ponendo in capo alle Province interessate (Siracusa, Ragusa e Catania) ed ai comuni capoluogo le funzioni di coordinamento periferico e raccordo territoriale. L’articolata attività istruttoria e concertativa tra gli enti locali coinvolti e i portatori di interesse condotta nell’anno 2010, ha portato a una proposta di perimetrazione e zonazione e successivamente il consiglio provinciale con la delibera del 08/12/2010 n.82 deliberava le “Conclusioni istruttorie sul parco degli Iblei-Osservazioni da parte del consiglio provinciale”.

Successivamente con la nota n.0067368 del 15/12/2010 il presidente pro tempore della provincia Regionale di Siracusa aveva trasmesso all’Assessorato al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana (ARTA), il documento istruttorio e l’unità cartografica concernenti l’istituendo Parco nazionale degli Iblei.

Appare chiaro che oggi continuare a parlare di mancata concertazione e confronto appare strumentale e non veritiero alla svolgimento dei fatti e degli incontri svolti.

Dopo ben sette (7) anni di assoluto silenzio, in cui le realtà coinvolte (private e non) avrebbero potuto proseguire e/o continuare a proporre eventuali proposte di modifica e/o integrazione alla precedente proposta istitutiva di Parco Nazionale degli Iblei, l’assessorato Regionale al Territorio e Ambiente con nota n.3496 del 06/06/2017 convocava per il 12/06/2017 un’apposita conferenza tra i Sindaci e i Commissari dei Liberi Consorzi e Città Metropolitane coinvolti nel procedimento, nel corso della quale veniva concordato e istituito un gruppo di lavoro costituito dal Libero Consorzio Comunale di Siracusa, Libero Consorzio Comunale di Ragusa e la Città Metropolitana di Catania, con il compito di aggiornare la proposta conclusiva che l’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana aveva inviato al Ministero dell’Ambiente in data 12/03/2011.

Con la nota n.3779/Gab. Il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Siracusa invitava a una fase partecipativa tutte le rappresentanza politiche, socio-economiche e istituzionali, i soggetti portatori di interesse a vario titolo, così

come si evince dal verbale dell’incontro del 04/08/2017 e del 04/09/2017, aperto a tutte le realtà associative, di categoria, agli enti locali e ai vari portatori di interesse, nel quale si concordava di far pervenire eventuali proposte e/o osservazioni entro il 15 settembre 2017.

Successivamente il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, accogliendo la richiesta di diversi portatori di interesse a prorogare il termine di presentazione per le osservazioni, accoglieva quest’ultima, prorogando il termine alla data del 30 novembre 2017, rappresentando un concreto e corretto atteggiamento istituzionale a voler ascoltare e venire incontro alle esigenze del territorio.

Successivamente a questa complessa ed esauriente fase di concertazione, il Libero Consorzio Comunale di Siracusa, dopo aver acquisito tutte le osservazioni pervenute alla date di scadenza indicata e prorogata, ha inviato il provvedimento unitamente al fascicolo sub A, contenente le osservazioni, proposte e deliberazioni degli stakeolders sul territorio della provincia di Siracusa, al Libero Consorzio Comunale di Ragusa, in qualità di ente capofila nel procedimento di riavvio per l’istituzione del parco nazionale degli Iblei, così come si può evincere dalla delibera del Commissario straordinario n. 59 del 16/11/2017, regolarmente pubblicata all’albo provinciale del Libero Consorzio del Comune di Siracusa.

Successivamente con delibera del Commissario del Libero Consorzio Comunale di Siracusa n.65 del 19/12/2017, trasmettono per competenza le ulteriori osservazioni pervenute in merito alla consultazione e concertazione avviata per l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei. A seguire, nell’anno 2019, si avvia una ulteriore fase di concertazione a cui fa seguito, una prima riunione in data 9 dicembre 2019 presso l’Auditorium dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente nel corso della quale le Amministrazioni interessate all’iter istitutivo del Parco Nazionale degli Iblei, ai sensi della L. 394/91, avevano esposto le proprie istanze, perplessità e in quella sede furono ampiamente chiarite le differenze istitutive e funzionali esistenti tra un Parco Regionale e Parco Nazionale e le norme che li regolamentano e l’attuale vincolistica presente. Si convenne che ogni singola Amministrazione avrebbe dovuto farsi portavoce, presso le proprie comunità, delle varie esigenze affinché le istanze, provenienti dal basso, potessero condurre ad una zonizzazione condivisa e funzionalmente valida. Si fa seguito inoltre alla successiva riunione esplicativa tenutasi il 31 gennaio 2020 presso il Palazzo del Governo di Siracusa alla presenza delle 18 Amministrazioni Comunali della Provincia, ed ancora all’ultima riunione tenutasi presso la sede del Libero Consorzio comunale di Ragusa giorno 11 febbraio 2020 in occasione della quale fu ribadito ulteriormente il percorso amministrativo da porre in essere per la definizione della proposta di Parco Nazionale e che è oggetto di quanto contenuto nel resoconto della concertazione inviato al Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, con nota 14853 del 10.3.2020, inviata per conoscenza anche alle Amministrazioni Provinciali. Gli incontri hanno permesso in particolare di condividere e chiarire i dispositivi normativi che regolamentano l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, senza perdere di vista le vocazioni e le programmazioni socioeconomiche del territorio, nonché i passaggi procedimentali che occorrono per pervenire ad una pianificazione condivisa del territorio del Parco Nazionale degli Iblei, in termini di definizione dei perimetri e della proposta di regolamentazione, ed è stata riscontrata piena disponibilità di partecipazione all’iter istitutivo da parte dei sindaci presenti. Pertanto i Comuni si erano impegnati a restituire le proprie determinazioni agli uffici regionali in breve tempo in merito ai percorsi di concertazione intrapresi nei territori di competenza, nelle modalità coerenti alla Legge Quadro sulle Aree naturali Protette n. 394/91, art. 22. Pertanto, dopo un’ampia formulazione dell’iter amministrativo fino ad oggi svolto in merito alla concertazione con gli enti locali coinvolti, le associazioni di categoria, le associazioni ambientali e tutti i portatori di interesse, continuare a parlare di mancato confronto, non solo non è veritiero ma tradisce la vera vocazione di un intero comprensorio che aspetta da decenni un legittimo riconoscimento in termini di tutela ambientale, culturale, artistica, archeologica, etnoantropologica e di reale e concreta promozione ecoturistica dei territori coinvolti con notevole vantaggio e sostegno per le comunità locali coinvolte.

Oggi continuare ad ascoltare informazioni non corrette in merito alla istituzione di Parco Nazionale degli Iblei è desolante ma soprattutto la sua istituzione sarebbe utile al rilancio del comparto agricolo con le sue tante eccellenze e basti vedere quanti

benefici a portato nell’Isola di Pantelleria l’istituzione del parco nazionale avvenuta nel luglio del 2016, dove si continua regolarmente a produrre il noto e apprezzato Moscato di Pantelleria, passito di Pantelleria, capperi di Pantelleria, ecc…

In tal senso è opportuno ricordare l’articolo 7 “Misure di incentivazione” della Legge nazionale 394 del 1991 che recita:

  1. Ai comuni ed alle province il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco nazionale, e a quelli il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco naturale regionale è, nell’ordine, attribuita priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali richiesti per la realizzazione, sul territorio compreso entro i confini del parco stesso, dei seguenti interventi, impianti ed opere previsti nel piano per il parco di cui, rispettivamente, agli articoli 12 e 25:
  2. a) restauro dei centri storici ed edifici di particolare valore storico e culturale; b) recupero dei nuclei abitati rurali;
  3. c) opere igieniche ed idropotabili e di risanamento dell’acqua, dell’aria e del suolo;
  4. d) opere di conservazione e di restauro ambientale del territorio, ivi comprese le attività agricole e forestali; e) attività culturali nei campi di interesse del parco;
  5. f) agriturismo;
  6. g) attività sportive compatibili;
  1. h) strutture per la utilizzazione di fonti energetiche a basso impatto ambientale quali il metano e altri gas combustibili nonché interventi volti a favorire l’uso di energie rinnovabili.
  2. Il medesimo ordine di priorità di cui al comma 1 è attribuito ai privati, singoli od associati, che intendano realizzare iniziative produttive o di servizio compatibili con le finalità istitutive del parco nazionale o naturale regionale.

Pertanto in virtù di quanto indicato nella normativa di riferimento a cui si aggiunge la recente approvazione della legge n. 141 del 12/12/2019 il cui articolo 4-ter così recita:

“Art. 4-ter (Misure per contrastare i cambiamenti climatici e migliorare la qualità’ dell’aria nelle aree protette nazionali e nei centri urbani).

  1. Al fine di potenziare il contributo delle aree naturalistiche a livello nazionale per il contenimento delle emissioni climalteranti e di assicurare il rispetto dei limiti previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria, nonché di favorire in tali aree investimenti orientati al contrasto ai cambiamenti climatici, all’efficientamento energetico, all’economia circolare, alla protezione della biodiversità e alla coesione sociale e territoriale e di supportare la cittadinanza attiva di coloro che vi risiedono, IL TERRITORIO DI CIASCUNO DEI PARCHI NAZIONALI COSTITUISCE UNA ZONA ECONOMICA AMBIENTALE (ZEA)”.

Pertanto, in riferimento alla normativa vigente, i territoti e i comuni ricadenti all’interno del perimetro di un parco nazionale hanno grandi vantaggi diretti e indiretti, legati ai benefici derivanti dalla legge nazionale 394 del 1991, dai molteplici programmi e misure di finanziamento promosse dall’Unione Europea riguardanti le aree ad alta naturalità con particolari riconoscimenti ambientali e infine la legge nazionale n. 141 del 12/12/2019 in cui con il riconoscimento delle ZONE ECONOMICHE AMBIENTALI si pone un ulteriore riconoscimento amministrativo per poter avviare e finanziare processo di crescita e di sviluppo socio-economico incentrati sulla tutela dell’ambiente, della biodiversità e dell’incremento di processi finalizzati alla sviluppo di economia circolare.

Un ultimo chiarimento in merito all’istituzione del parco nazionale degli Iblei e in particolare all’importanza della elaborazione del REGOLAMENTO dell’istituendo Parco Nazionale degli Iblei cosi come previsto dall’Art. 11. Già in questa ulteriore fase prolungata di concertazione fra l’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, i comuni coinvolti nel

procedimento, i liberi consorzi (Siracusa e Ragusa) e la città metropolitana di Catania, sono stati coinvolti nella elaborazione con eventuali proposte da inserire nel futuro Regolamento del parco nazionale degli iblei.

Lo stesso procedimento ha interessati gli stessi soggetti interlocutori nell’elaborare eventuali proposte riguardanti la perimetrazione e zonizzazione dell’area protetta.

Per quanto riguarda il coinvolgimento diretto dei rappresentanti dei territori coinvolti, basti leggere cosa prevede l’Art.10 della legge nazionale 394 del 1991 in cui sono a chiamati a farne parte il Presidente della Regione, i Presidenti delle province oggi Liberi Consorzi Comunali e Città Metropolitana di Catania e i sindaci dei comuni coinvolti.

Pertanto un pieno e concreto coinvolgimento dal basso con protagonisti territoriali, il cui unico vero compito è quello di continuare a rappresentare legittimamente le istanze dei propri territori con un’ampia visione e una concreta strategia territoriale che guardi sempre di più ai temi del rispetto dell’ambiente e di un adeguata promozione del territorio da un punto di vista ambientale e culturale.

Infine, basti leggere la norma di riferimento, ovvero la legge nazionale 394 del 1991 e accorgersi che all’Art.12 “Piano del Parco” si esplicano le modalità e la tempistica per la sua elaborazione, adozione e approvazione, costituendo di fatto un strumento centrale per la programmazione e sviluppo dei territori coinvolti all’interno del parco nazionale.

Pertanto può essere predisposto dall’Ente entro sei (6) mesi dalla sua istituzione e non prima così come prevede la L.N. 394 del 1991 all’Art.12 comma 3.

Fino ad oggi abbiamo sensibilizzato le amministrazioni comunali coinvolte al fine di discutere del Regolamento dell’istituendo Parco Nazionale degli Iblei, incentivando la cultura del dialogo finalizzato alla tutela, promozione e programmazione per una crescita socio-economica del nostro territorio, cambiando rotta rispetto ai modelli di sviluppo esistenti fino a 50 anni fa e puntando sull’ecoturismo come modello di sviluppo, in cui si porga particolare attenzione alla produzioni artigianali, all’agricoltura, alla attività zootecniche, alla filiera del turismo in tutti i suoi segmenti.

Riteniamo che dalla approvazione della legge nazionale n.222 del 29 novembre 2007 siano passati ben 13 anni e che sia davvero un tempo più che sufficiente al fine di poter contribuire alla discussione e concertazione per la proposta definitiva del parco Nazionale degli Iblei. Pertanto chiediamo al Ministero dell’Ambiente e all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente della Regione Siciliana di considerare ormai chiusa la fase di concertazione pre-istitutiva e di poter proseguire legittimamente con l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, al fine di poter dotare il sud-est della Sicilia di uno strumento utile e valido di programmazione, tutela e promozione del territorio che merita di diventare il parco nazionale più giovane e importante d’Italia… Fabio Pisana, Presidente del Forum di Agenda21 Noto afferma:

“Sono passati oltre 10 anni da quando il Parco Nazionale degli Iblei è stato istituito con legge 22/2007 e adesso è arrivato il momento di farlo decollare. In questi anni abbiamo perso milioni di euro di finanziamenti statali ed europei che potevano favorire la promozione economica e sociale del territorio, mentre la pandemia di Coronavirus e gli incendi dolosi degli ultimi mesi, hanno fatto il resto.

Ora è tutto nelle mani del Governo Centrale che può sbloccare la vicenda e far decollare il Parco, rimasto troppo tempo sulla carta, anche a causa di alcuni interessi ostili a questo strumento di tutela e valorizzazione di una delle aree politematiche del Val di Noto più belle d’Italia. Rivolgo dunque un appello alla Regione Siciliana e all’ARTA affinché pressino il Governo Centrale per far approvare la proposta di perimetrazione del Parco così come avanzata e ancora ferma inspiegabilmente nei cassetti di qualche ufficio”

Marco Mastriani, Componente del Consiglio Regionale Protezione Patrimonio Naturale presso la Regione Siciliana afferma:

“Dopo oltre 13 anni di discussioni, concertazione, confronti, incontri e silenzi inspiegabili da parte di alcuni enti locali, oggi è arrivato il momento di scegliere il futuro per il nostro territorio e lanciare co

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