Peculato, sospesi 5 dipendenti del Cas
La Polizia Stradale di Palermo ha dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Gip di Termini Imerese, su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento dispone la sospensione temporanea dall’esercizio del pubblico servizio presso il C.A.S. per la durata di sei mesi nei confronti di cinque dipendenti con qualifica di agenti tecnici esattori, in servizio ai caselli autostradali di Buonfornello e Cefalù, ritenuti gravemente indiziati di numerosi episodi di peculato, consistiti nell’appropriazione di denaro versato dagli utenti a titolo di pedaggio, in un arco temporale compreso tra novembre 2025 e gennaio 2026.

Le singole appropriazioni, secondo quanto ricostruito, riguarderebbero importi generalmente compresi tra 7 e 10-15 euro, o anche superiori, corrisposti dagli utenti per il transito. L’indagine ha preso le mosse da un esposto del C.A.S. che segnalava gravi e sistematiche anomalie negli incassi di alcuni caselli dell’autostrada A20, carreggiata Messina–Palermo, in particolare a Buonfornello, Cefalù e Castelbuono. I controlli interni dell’ente avevano evidenziato una sproporzione tra il numero dei passaggi registrati e le somme effettivamente introitate e riversate.
Le attività investigative — condotte dalla Polizia Stradale di Palermo, Sottosezione di Buonfornello — hanno compreso intercettazioni ambientali e videoriprese all’interno e all’esterno dei gabbiotti dei caselli.
La documentazione raccolta descrive un presunto modus operandi ripetuto nel tempo: l’addetto ritirava il biglietto e il denaro contante consegnati dall’utente (ad esempio 10 euro), ometteva di inserire il tagliando genuino nel “ricevitore di pista” deputato alla registrazione degli incassi e vi introduceva invece un biglietto diverso, già accantonato e predisposto, riportante un importo di gran lunga inferiore (per esempio 0,90 euro). Quindi smagnetizzava il titolo originale, passandolo sotto il metallo di una spillatrice, e lo gettava nel cestino, trattenendo la differenza tra quanto versato dall’utente e quanto risultante dal tagliando artefatto (nell’esempio, 9,10 euro).
In alcuni casi, uno degli indagati avrebbe anche disattivato la corsia con cassa automatica — chiudendo la sbarra e attivando il semaforo rosso — per convogliare più veicoli verso la propria postazione e facilitare così la commissione degli artifici.



