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Depuratore consortile. Vicenda Ias verso la soluzione: gli industriali confermano la proposta davanti al Prefetto

Come anticipato da queste colonne, unica possibile soluzioni al problema dell’Ias, la società che gestisce il depuratore biologico di Priolo, è l’intervento delle industrie per i lavori della messa a norma degli impianti, così come prescritto dalla magistratura. Infatti, la disponibilità annunciata lo scorso autunno dal presidente di Assindustria Siracusa, Diego Bivona, al Governo della Regione Siciliana e stata riconfermata durante la riunione in Prefettura che si svolta stamane. L’ingarbugliata vicenda è stata oggetto di un approfondimento nel corso di una riunione presieduta dal prefetto, Luigi Pizzi, convocata per un confronto sul sequestro degli impianti da parte della Procura di Siracusa che, alla luce del possibile nuovo scenario, si dovrà procedere ad una richiesta di proroga alla magistratura per predisporre un piano tecnico economico. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti dell’assessorato regionale alle Attività produttive, dei comuni di Siracusa, Priolo e Melilli, dell’Ias, dell’Irsap, di Confindustria e dell’ex consorzio Asi.

Dopo un confronto, nel corso del quale si è unanimemente ravvisata l’assoluta necessità di scongiurare un’eventuale fermata degli impianti è emerso che gli amministratori dell’Ias si sono impegnati a realizzare tutte le attività di progettazione fino al progetto definitivo, necessario a ottenere le autorizzazioni propedeutiche all’avvio della successiva fase esecutiva degli interventi richiesti dall’autorità giudiziaria. Il rappresentante dell’assessorato  si è impegnato a verificare la possibilità del reperimento, da parte degli organi politici della Regione, delle risorse necessarie per la realizzazione degli interventi sugli impianti che, da uno studio di fattibilità già predisposto dall’Ias, ammonterebbero a circa 12 milioni di euro.

Il presidente di Confindustria, Diego Bivona, ha manifestato, a nome delle imprese interessate, socie dell’Ias, la disponibilità a erogare le risorse finanziarie, a condizione però che gli interventi vengano effettuati sotto la loro vigilanza e che il bando di gara, già emanato dall’Irsap per l’affidamento della gestione dell’impianto, venga revocato o quantomeno sospeso. La condizione vuole mettere un freno alla gestione ai privati del depuratore, riconfermando la gestione all’Ias per almeno un decennio.

I rappresentanti dell’Irsap si sono impegnati a verificare, alla luce del sequestro giudiziario, le modalità giuridicamente più corrette per procedere alla sospensione del bando oppure a una proroga dei termini dello stesso. Il rappresentante della Regione siciliana si è impegnato a riferire gli esiti del tavolo di ieri, assicurando che entro il termine fissato dalla Procura che è del 23 marzo, sarà convocato un successivo incontro in assessorato.

La questione nata sulla volontà di bandire una gara per la gestione del depuratore di Priolo ai privati, per far scoprire che l’Irsap non è proprietaria dell’Impianto, e quindi nessun titolo, ma ha imbastito una gara europea per la gestione del depuratore biologico a cui hanno manifestato interesse ben 5 società. Questo ha già messo in moto una serie di annunci di ricorsi per la palese violazione di una logica deduzione di elementare regola del Diritto per la decisione di bandire una gara non essendone il legittimo proprietario. Gara che dovrà, giocoforza, essere annullata e semmai riproposta da chi ne ha il diritto.

Concetto Alota

 

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