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Piano paesaggistico, gli ambientalisti: “Il Comune adegui il prg”

Il Piano Paesaggistico della provincia di Siracusa da ieri è pienamente operativo. Per gli ambientalisti da oggi non ci sono più attenuanti: lo sviluppo del territorio deve coniugarsi con le esigenze di conservazione del patrimonio culturale e naturale. Costruire senza tener conto dei vincoli derivati dalla presenza di aree archeologiche, antropologiche, paesaggistiche o naturali non sarà più possibile. O almeno non lo sarebbe più. La settimana scorsa la Commissione regionale Ambiente ha approvato a maggioranza una norma che, se venisse approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana, consentirebbe alla Giunta di valutare progetti di opere di pubblica utilità, in deroga ai Piani paesaggistici e annullandone l’efficacia. Pertanto continueremo a vigilare affinché questo non avvenga.

Per decenni a Siracusa hanno costruito senza regole. In via Arsenale hanno piantato un palazzo sopra le terme bizantine. Sulla Necropoli di Megara iblea hanno costruito un cementificio. Nel Parco delle Mura Dionigiane un centro commerciale. Una villa sopra la Latomia del Filosofo. Per non parlare delle costruzioni abusive (ma tollerate) a due passi dal mare. Sono finiti quei tempi. Lo sviluppo non può assecondare solo le esigenze di lucro, bisogna coniugarlo alle esigenze di conservazione del patrimonio. “Bisogna conservare – dice Fabio Morreale di Natura Sicula – tutto ciò che e irriproducibile, ciò che ci rende unici, quello per il quale attiriamo ogni anno milioni di turisti. Questo è sviluppo sostenibile, quello passato era solo sviluppo a ogni costo”.

“Adesso tocca alle amministrazioni comunali adeguare i Piani Regolatori ai vincoli – dice Peppe Patti, coordinatore dei Verdi – si risolve finalmente la tragicommedia del PRG di Siracusa che come più volte detto istigava a delinquere poiché non conteneva al suo interno i vincoli di tutela.
Adesso l’amministrazione Garozzo è costretta ad affrontare la maxi variante al PRG per fermare le ultime speculazioni in atto”.

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