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Politica e dintorni: Pippo Gianni “caput mundi” tra alleanze e strategie

In un’epoca che nega l’esistenza della verità incontrovertibile i rapporti tra gli essere umani sono regolati dalla paura o dalla necessità e non più dagli alti valori della vita, come la parola data, l’onore e la correttezza verso la collettività, il bene comune, il prossimo. I vecchi politici ora si “pentono” di aver contribuito alla distruzione della politica del compromesso. Vogliono ritornare indietro e come nel gioco delle tre carte, cominciano a intrecciare le necessarie “distrazioni” nelle varie posizioni nel disperato tentativo di riconquistare voti e potere.

Siffatta condizione rispolvera un vecchio progetto di Pippo Gianni con il coinvolgimento dei veterani compagni che ritorna dopo l’aggregazione di buona parte della vecchia classe politica siciliana, i cosiddetti “anziani”, che per decenni hanno gestito il potere politico ed economico nella Sicilia dei nuovi gattopardi. Un ritornare indietro. Uscire dal “piccolo mondo” locale per ricominciare d’accapo un percorso fotocopia della vecchia politica.

Ed ecco suonare il richiamo delle truppe cammellate per tentare a tutti i costi di recuperare la posizione perduta, specie in questo momento in cui i movimenti e i partiti arrancano nella palude del fallimento. E non importa se da anni si porta avanti a squarciagola e con entusiasmo una sorta di tira e molla nei rapporti con le industrie nel bello e nel cattivo tempo; ma ora necessità obbliga “legge”.

Pippo Gianni assume, di fatto, la carica di “caput mundi” nella politica siracusana; conquista potere e delimita un protocollare penetrante con la “sorveglianza dinamica” nella politica delle industrie nel petrolchimico, della parte pubblica nel Cda dell’Ias e il tentativo della nomina del nuovo presidente dell’Autorità portuale di Augusta, il tutto, con il coinvolgimento dei sindaci dei comuni industriali di Augusta e Melilli. Di sicuro una grande opportunità storica per questo territorio della Sicilia. Questa nuova strategia rappresentata per tutta la politica della Sicilia Sud-Orientale un’occasione, che potrà dimostrare di essere capace di valorizzare tutti i contesti che vi sono presenti, dai beni culturali, all’industria, all’agricoltura trasformata che nello stesso tempo attrae investimenti privati anche esteri. Ritornare al passato, con tutta la possibile demagogia e strategia politica, non è un peccato mortale.

Il sindaco di Priolo Pippo Gianni continua imperterrito con quello che potremmo chiamare la vecchia politica, non fosse altro per il fatto che ci troviamo in una situazione politica, economica e sociale di gravità inaudita. Il vecchio uomo politico, pur di fare quadrare i numeri, ha messo in campo tutte le armi possibili con i risvolti di una pretesa di condizionare il risultato politico nella prossime elezioni regionali. È riuscito a fare tabula rasa su quelle poche nomine di sottogoverno, come i componenti della parte pubblica dell’Ias, in primis il presidente, e ora lavora per la nomina del nuovo presidente dell’Autorità Portuale di Augusta. Niente di male nel fare gli interessi del territorio, anche se alla lunga, ovviamente, ci sono dentro anche quello personali e di gruppo; sempre meglio del sistema delle nomina dei forestieri nei posti chiave dell’economia politica siracusana, vedi il sistema Montante.

Pippo Gianni sembra voler andare fino in fondo in questo progetto politico, con una forte campagna elettorale per le prossime regionali di ampio respiro politico-elettorale; il sogno era quello già annunciato della sua candidatura alla presidenza della Regione Siciliana, ma ora opta quale protagonista per la nascita del nuovo Grande Centro politico nella Sicilia. Alcune operazioni di nomine e alleanza politiche variegate da rimpasti e avvicinamenti, confermano la volontà di continuare anche da grande a fare politica. Nel contesto, prende corpo la vecchia idea di Totò Cuffaro & Company di ritornare al passato, ripartendo dall’idea di Don Sturzo, sul fondamento per la nascita in Sicilia con una fotocopia della vecchia diccì e i sui dintorni politici. Insomma, una sorta di ammucchiata multicolore.

Ex democristiani di vecchia guardia, tra i quali Totò Cuffaro, Giovanni Pistorio, Roberto Lagalla, Mimmo Turano, Salvatore Cardinale, Raffaele Lombardo, Pippo Sorbello, la Lega, Italia Viva, tanti amministratori locali della Sicilia e altri ancora, ritornano protagonisti nella politica siciliana. Sono altresì coinvolti nell’operazione tanti imprenditori, medici, manager ed economisti, professionisti e docenti e dirigenti. Sono ancora fuori dall’accordo Diventerà Bellissima di Musumeci e Fratelli D’Italia. L’idea piace a Miccichè con l’accordo, ovviamente, di ritornare alla presidenza dell’Assemblea; l’Udc, che in un primo momento aveva dato la propria disponibilità, in una sorta di apripista, ora fa un deciso passo indietro. Secondo fonti vicine all’Udc, non sarebbe stato rispettato l’accordo sulla nomina dell’avvocato Giuseppe Calvo nel Cda dell’Ias, rafforzando così il gruppo Pippo Gianni & Company.

Concetto Alota

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