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Politica e inchieste, il procuratore Giordano: “La procura si attiene al più scrupoloso rispetto delle norme processuali”

Sulla polemica in atto che ha coinvolto tutta la politica siracusana, compreso i tentativi di strumentalizzare anche l’operato della procura della Repubblica di Siracusa, è intervenuto a gamba tesa il procuratore capo, Francesco Paolo Giordano. “Sono stato informato che sono state rivolte critiche al mio ufficio su distribuzioni di atti; sul punto posso dire che io sono in ferie e mi sostituisce il procuratore aggiunto dottor Fabio Scavone, ed inoltre che la procura nel rilascio di atti e documenti – dice ancora il procuratore Giordano – si attiene al più scrupoloso rispetto delle norme processuali e sostanziali e non è responsabile dell’uso che tali documenti fanno gli aventi diritto, salvo ad applicare le norme sul divieto di pubblicazione di atti riservati se è quando ne viene a conoscenza”.

La cronaca di questi giorni ci conferma che ormai è guerra aperta tra i governanti pro tempore del Vermexio da una parte e la consigliera Simona Princiotta, sostenuta da buona parte del popolo siracusano e dai suoi seguaci dall’altra, ma anche e soprattutto con la partecipazione di una pubblica opinione attenta e dei tanti cespugli della politica, vecchi e nuovi, che sperano nella cacciata dei “briganti” dal tempio per l’intervento giudiziario. Gli aspetti politici di gruppi contrapposti hanno preso il sopravvento in una partita a scacchi che appare tratteggiare una grande inchiesta giudiziaria formata da ben oltre una dozzina di fascicoli di cui non si riesce più a tenere il conto. Rimane scontato che sono inchieste che la procura della Repubblica di Siracusa porta avanti sulla base delle notizie di reato pervenute in varie forme, compreso le denunce di Simona Princiotta (estromessa di fatto dall’attività istituzionale di consigliere comunale n.d.r.), di Ezechia Poalo Reale, di Salvatore Castagnino, di Stefano Zito, da lettere, denunce anonime e da articoli di giornali, espletando un dovere costituzionale sostanziale, reale.

È fin troppo chiaro che il “bombardamento” ha indebolito e condizionato l’attività di una maggioranza politica confusa, che appare ormai sconfitta e che tenta in tutti i modi di reagire alle accuse che, senza se e senza ma, sono laceranti; e non basta dire che sono finora semplici avvisi di garanzia e tentare finanche di strumentalizzare l’operato della procura della Repubblica, vandalizzando il fatto che Simona Princiotta e l’onorevole Pippo Zappulla possano in un certo senso aver scavalcato le funzioni dei sostituti procuratori nella divulgazione delle notizie di conclusioni delle indagini, oppure di avvisi di garanzia che girano in libertà. È tutto secondo la regola imposta dalle norme di legge che regola la materia, dicono i legali della Princiotta.

Per la procura, le notizie di reato ci sono e non si possono nascondere; la stessa cosa sono le varie fasi delle attività d’indagine, dove la procura della Repubblica in merito finora è stata scrupolosa e puntuale, oltre che garantista. Ora anche i legali delle parti in causa entrano nella polemica, in un groviglio di fatti e misfatti, fino a rappresentare dubbi e situazioni imbarazzanti.

Simona Princiotta, giusto o sbagliato, sarà stabilito al momento opportuno dai cittadini elettori, ha esercitato il ruolo pubblico e istituzionale di denuncia, per fatti che finora hanno confermato l’impalcatura giudiziaria; gli incolpati a sua volta si difendono dalle accuse; la Procura della Repubblica ha indagato sulla base di prove che per la legge sono nella regola dell’operato del sistema giudiziario italiano. Tutto ciò ha innescato critiche, accuse e contro accuse, querele, dichiarazioni, lotte intestine all’interno del Pd e tutto il resto che la cronaca ci ha riservato. Alla fine non si può far finta di niente scusate e buonanotte ai suonatori. La città è scossa, la gente confusa, la politica arranca in un tentativo di schivare i colpi. È tutto nella regola democratica, ma non è democratico accusare gli altri di strumentalizzare quando invece chi strumentalizza è colui che appare palesemente in mala fede.

Concetto Alota  

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