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Premio all’ex procuratore degli arbitri, Rosario Lo Bello: “Revocatelo”

“Mi aspetto che a Rosario D’Onofrio sia revocato il premio nazionale intitolato alla memoria di mio padre che gli è stato conferito a luglio”. L’auspicio è dell’ex arbitro siracusano Rosario Lo Bello, figlio di Concetto, celeberrimo arbitro internazionale, scomparso nel 1991, cui l’associazione nazionale arbitri ha intitolato uno dei premi che ogni anno vengono assegnati ai direttori di gara e ai dirigenti arbitrali. La scorsa estate, questo premio è stato assegnato a Rosario D’Onofrio, il procuratore capo dell’Associazione Italiana Arbitri che è stato arrestato giovedì per traffico internazionale di stupefacenti a conclusione di un’inchiesta coordinata dalla direzione distrettuale antimafia milanese e portata a termine dalla guardia di finanza. D’Onofrio, che si è dimesso, ha ottenuto il premio Lo Bello con la motivazione che da dirigente arbitrale nazionale si sia particolarmente distinto e lo ha ricevuto nel corso di una cerimonia tenuta il primo luglio.  

“Ritengo che, sotto l’aspetto etico – afferma Rosario Lo Bello, anch’egli ex direttore di gara di caratura internazionale – sia corretto che l’associazione arbitri, alla quale mio padre era legato e ha dato lustro durante tutta la sua lunga e prestigiosa carriera di arbitro e di dirigente, si faccia restituire quel riconoscimento”. Una dichiarazione pacata nei toni ma altrettanto ferma e significativa, resa a pochi giorni dalla presentazione anche a Siracusa del libro che ha scritto sul padre dal titolo “Concetto Lo Bello, storia e momenti di vita tratti dall’archivio di famiglia”. Il volume, lanciato nel mese di maggio in anteprima a Coverciano, sarà presentato il 7 dicembre nel salone del museo Paolo Orsi di Siracusa.  

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