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Priolo: la lite al chiosco prima dell’agguato ai giardinetti

Una lite davanti al un chiosco di san Focà, poi la vendetta. Si è consumata nel giro di un’ora il dramma di Alessio Boscarino, il 24enne priolese, ucciso mezzora dopo la mezzanotte del 4 dicembre ai giardinetti di via Tasso. La ricostruzione delle fasi precedenti all’agguato, è stata fatta dai poliziotti della squadra mobile, con quelli del commissariato di Priolo. Ed è proprio nel locali del commissariato che si sono costituiti i fratelli Christian e Roberto De Simone, che erano sfuggiti alla cattura, ritenuti coinvolti nell’omicidio Boscarino alla stessa stregua di Davide Greco, che si trova detenuto nel carcere di Cavadonna dal giorno successivo all’omicidio.

Sui due fratelli pende una misura cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale, Giuseppe Tripi. A stringere il cerchio attorno ai due De Simone sono stati gli investigatori, che hanno visionato le immagini della videosorveglianza oltre a raccogliere indizi e descrizione somatica e del vestiario da parte dei testimoni dell’agguato.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, che hanno eseguito le indagini con il coordinamento del pm Margherita Brianese, la vicenda ha inizio intorno alle 23 di sabato 3 dicembre quando la vittima e i due De Simone avrebbero avuto una lite per antichi contrasti. Boscarino si sarebbe diretto subito dopo a casa per uscirne poco dopo. Insieme con gli amici si trovava ai giardinetti di via Tasso quando sono arrivate tre persone che lo hanno raggiunto. Boscarino, intuendo che fosse lui il bersaglio, ha provato a scappare. Cinque i colpi esplosi al suo indirizzo, tre dei quali lo hanno raggiunto. Ma uno solo è stato il colpo letale al culmine di un agguato nel quale, nelle intenzioni degli esecutori, Boscarino non avrebbe dovuto avere scampo.

Nelle prossime ore i due De Simone compariranno davanti al gip per sottoporsi a interrogatorio di garanzia.

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