Google+
Gattuso

Priolo: sparò contro il rivale: ammesso all’abbreviato

E’ stato ammesso al rito abbreviato il priolese Augusto  Gattuso di 22 anni, che il 21 gennaio ha sparato 6 colpi di pistola contro C. M., ferendolo all’inguine a agli arti inferiori al culmine di un litigio. Il gup del tribunale, Andrea Migneco, ha accolto una specifica richiesta avanzata dai legali difensori, avv. Junio Celeste e Puccio Forestiere, che in precedenza avevano anche ottenuto il 6 marzo l’ammissione di Gattuso al regime degli arresti domiciliari dopo essere stato detenuto nella casa circondariale di Cavadonna dal giorno successivo al fatto di sangue, quando è stato acciuffato dai poliziotti del commissariato di Priolo. Gattuso dovrà, quindi, comparire davanti al giudice Migneco per l’udienza del 5 luglio nel corso della quale il pm Vincenzo Nitti detterà le proprie conclusioni rispetto all’accusa mossa di tentato omicidio e porto e detenzione abusiva di arma da sparo.

La concessione della meno afflittiva misura cauitelare degli arresti domiciliari è frutto del comportamento processuale di Gattuso che ha anche fatto ritrovare la pistola calibro 6,35 con cui ha ferito il rivale

Secondo quanto ricostruito dai poliziotti, la vicenda ha avuto avvio nella serata di lunedì quanto l’indagato ha ingaggiato un’accesa discussione con due uomini. Dalle parole ben presto i tre contendenti sono passati alle mani e ne è scaturita una violenta lite. Ad avere la peggio sarebbe stato proprio Gattuso che è stato costretto a fuggire per evitare il peggio. Sembrava che tutto si fosse esaurito con quell’episodio pur violento ma Gattuso ha maturato propositi vendicativi. In poco tempo è riuscito a procurarsi una pistola che ha portato con se e ha dato appuntamento al meno giovane dei due suoi avversari in contrada Talà, non lontano nella villa comunale di Priolo. Non appena ha notato la presenza della vittima dell’agguato, ha impugnato l’arma sparando contro il malcapitato ma mirando alle gambe. L’imputato ha sempre detto che il suo intento fosse quello di dargli una lezione e non certo di ucciderlo.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*