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Processo Bronx, slitta la sentenza d’appello

Si è registrato un colpo di scena al processo d’appello scaturito dall’operazione antidroga, denominata “Bronx”. Era prevista per ieri mattina la camera di consiglio della corte d’appello per emettere il verdetto ma, ad apertura di udienza, il neo collaboratore di giustizia Francesco Capodieci, collegato in videoconferenza, ha dichiarato di volersi sottoporre all’esame del procuratore generale e al controesame della difesa. Una mossa che ha destato sorpresa in aula, atteso che Capodieci, in primo grado, è stato condannato a 23 anni di reclusione e che, alla luce del suo pentimento, potrebbe modificare ulteriormente il quadro accusatorio nei confronti di tutti gli altri imputati. 

L’avvocato Domenico Mignosa si è opposto alla richiesta dell’avvocato Carmela Barbera, che difende Capodieci, di sentire il collaboratore di giustizia, sollevando un’eccezione di illegittimità. Per il penalista la richiesta di Capodieci va rigettata atteso che il processo in primo grado s’è celebrato con il rito abbreviato, che prevede che il giudizio sia reso alla luce delle prove raccolte. Ciò detto, anche in secondo grado quelle prove devono essere cristallizzate. La corte d’Appello ha ritenuto l’eccezione meritevole di approfondimento per cui ha fissato una nuova udienza per il 12 febbraio, in apertura della quale scioglierà la riserva per stabilire se sia possibile eseguire l’escussione del collaboratore di giustizia su quanto di nuovo avrà da dire o se, accogliendo l’eccezione, si procederà con la camera di consiglio e, quindi, con la sentenza per tutti gli imputati. 

Nella precedente udienza il rappresentante della Procura generale aveva chiesto la conferma della sentenza di condanna, oltre che per Francesco Capodieci (condannato a 23 anni e 8 mesi di reclusione), anche per Riccardo Di Falco (23 anni e 6 mesi), Giancarlo De Benedictis (22 anni e 4 mesi), Salvatore Aimone, Cristian Lanteri, Giuseppe Lauretta e Giulio Spicuglia (14 anni e 10 mesi ciascuno), Ignazio Maltese (10 anni e 8 mesi di reclusione), Carmelo Bianca, Salvatore Grancagnolo, Gianpaolo Mazzeo e Carmelo Rendis (9 anni ciascuno). Il magistrato della Procura Generale ha chiesto ha riduzione di pena per gli imputati Corrado Rizza, Salvatore Aparo, Carmelo Di Natale e Simone Di Stefano, chiedendo per loro la pena di 7 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno, anziché alla pena di 9 anni inflitta in primo grado dal gup del tribunale di Catania, Simona Ragazzi. 

L’operazione antidroga denominata “Bronx” fu eseguita dai Carabinieri all’alba del 20 febbraio 2018 con l’ordinanza cautelare emessa dal Gip Pezzino su richiesta dei pubblici ministeri della direzione distrettuale antimafia etnea Alessandro La Rosa e Alessandro Sorrentino. 

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