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Prove elettorali per regionali, provinciali e comunali – Italia candidato alla successione di Garozzo ma la Princiotta è in testa nei mini-sondaggi

Mentre le ultime notizie politiche ci riportano al passaggio di un possibile riavvicinamento tra Gino Foti e Giancarlo Garozzo, attraverso l’ambasciatore del “consolato politico fotiano”, Giovanni Cafeo, è già cominciato il conto alla rovescia verso la tornata elettorale per le regionali e in contemporanea o a seguire per le provinciali, dove le vecchie Provincie ritornano ad essere governati dagli eletti dal popolo, e subito dopo per le comunali. I cittadini sovrani saranno impegnati nella sequenza descritta nell’intera provincia; ma l’attenzione più grossa rimane per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del nuovo sindaco del capoluogo, dove i siracusani saranno chiamati alle urne dopo un periodo caldo nella politica, tutta interna nel Pd, e si sta cercando di riallacciare un’alleanza interna ed esterna. Vani finora sono stati i tentativi di convincere qualche nome della “società civile” a scendere in campo per contrastare la temuta ascesa dei 5Stelle. La constatazione che i Pentastellati nell’area politica siciliana hanno sparigliato i gioghi è palese, senza mai lasciare le luci della ribalta ad altri.

Per le regionali la lotta è di prossima scadenza. I giochi vedono la punta di diamante nella conquista di appannaggi e apparentamenti in Pippo Sorbello, che fa il pieno e conquista posizioni di rilievo con forti alleati in tutta la provincia, specie nella zona sud, dove appare più debole, con Turi Magro piazzato strategicamente nel Cda dell’Ias alla veneranda età di ben ottantaquattro anni ma può contare anche in altri personaggi chiave nel capoluogo. Confermate nelle rispettive posizioni, Enzo Vinciullo e Pippo Gennuso, anche se orfani ambedue dei vecchi buoni casati. Nel Pd, scontata la conferma per Bruno Marziano, e di Giovanni Cafeo per il gruppo fotiano, ma si fa anche il nome del nipote preferito del vecchio Ginone, Alfredo Foti, con una scelta diversa per Cafeo. Conferma la sua candidatura, Giambattista Coltraro. Ritorna nel confronto, Franco Zappalà, con una lista che raccoglie diverse anime della vecchia politica siracusana. Conferma anche per Edy Bandiera. I 5Stelle non fanno nomi, ma lasciano al Web la scelta attraverso le primarie, mentre per il resto la ricerca degli equilibri farà la differenza.

Per le provinciali lo scenario è ancora buio, anche se il più attivo si è dimostrato Gianluca Scrofani con il reclutamento in corso di nuovi soldati.

In casa siracusana la lotta per il Vermexio è già da qualche tempo sotterranea. Il fallimento politico amministrativo in generale per l’abbandono della città capoluogo, in tutti i sensi, con risultati sinistri sul fronte giudiziario ancora aperto, anche se in attenuazione; nella gestione dei rifiuti della raccolta differenziata che a Siracusa è ferma a percentuali imbarazzanti; della strana situazione in cui versa la gestione del servizio idrico e nel generale si amministra con le difficoltà per la presenza delle fastidiose inchieste ancora aperte. Già al lavoro i tanti candidati a sindaco nella città di Archimede che vedono al primo posto la vulcanica Simona Princiotta, seguita da Ezechia Paolo Reale e dall’avvocato Massimo Milazzo, molto quotato in diversi ambienti della politica sia in quelli giudiziari, mentre Francesco Italia è sponsorizzato direttamente da Giancarlo Garozzo, dove di rimbalzo per lui Renzi avrebbe riservato uno scranno a Montecitorio o al Senato. Anche Alfredo Foti è indicato strategicamente al momento candidato a primo cittadino al Vemexio. Stessa cosa per Enzo Vinciullo, con il pensiero sia alla Regione sia al Vermexio, dove, ovviamente, l’opzione dipende dal risultato alle regionali. Gaetano Perna è il candidato sindaco dell’area della porzione residua della destra e dintorni. Anche il giovane Damiano De Simone irrompe a gamba tesa nelle scorciatoie per entrare nella mischia, così come intende ritornare sotto la cupola del Vermexio, l’ex consigliere comunale, Natale Latina, che denunciò alla Procura più volte i possibili casi di corruzione già nel passato. Ma tra i pezzi pregiati del risiko elettorale per il posto di primo cittadino di Siracusa, sotto le manovre dei poteri forti, insiste il nome di un alto magistrato in pensione che appare in testa ai papabili, ma le trattative in tal senso sono ancora cariche di tensioni e tentennamenti.

Si cercano consensi, ma in sintesi la battaglia appare ancora carica di veleni e lo scenario molto confusionario, mentre non riescono a parlare le due anime politiche della città. Quella borghese di cui è espressione un numero spropositato di pretendenti, ma anche quella popolare, dove è ormai, piaccia, oppure no, icona è la Princiotta, specie nelle periferie, dove è un’eroina.
E così oggi lo scenario del teatrino politico vede gli attori e i registi che si preparano a candidarsi in una città in cui si è fermato il tempo, abbandonata; procede lentamente la trattativa all’interno del Partito democratico nella sindrome del fallimento consacrato dell’intera sinistra siracusana, che ormai da qualche tempo appare vampirizzata e condannata alla marginalità dai tempi del comunismo radicato nella base di quel popolo che non c’è più.

La possibilità a sinistra rimane nelle alleanze. E anche qui l’effetto tempo si fa sentire, con una concorrenza interna trasversalmente inguaiata dalle cronache giudiziarie. Il primo papabile avversario nelle varie candidature rischia di essere eliminato dall’incrocio giustizia-politica. Anche il centrodestra arranca e non ha ancora un candidato forte, come per gli anni d’oro del berlusconismo quando riuscì a sconfiggere la “ragnatela” e vincere di misura, imponendo, di fatto, un esilio politico forzato e scandito da un errare per partiti e movimenti.

Ma nel Pd siracusano è Salvo Baio, il battagliero “proconsole consortile” che insiste per la “costruzione di una rete di alleanze alternative alla poltiglia di questo consiglio comunale, dando volto a una nuova squadra totalmente alternativa a quella che attualmente guida il Vermexio”. Ma la platea alle sue continue sollecitazioni rimane muta e sorda.

Ora nel tempio della politica siracusana ci sono solo macerie, e in queste prossime competizioni niente è scontato. Tra gli anatemi e gli screzi, nel leggere il social della piazza virtuale, le varie anime della politica sono in crisi e si combattono senza quartiere con la pervicacia autodistruttiva da banditi di strada. Insomma, in politica per logica non è niente scontato. Le incognite interne a partiti e movimenti al momento rimangono, così come le scelte risicate delle alleanze. Nel Pd siracusano si sta cercando di gestire la partita senza finire troppo vicino al fuoco con entrambi le mani bruciate. Ma c’è chi tace sornione e già da un pezzo sta pregustando il tuffo nella mischia, ma il tempo non è sempre galantuomo.

Concetto Alota

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Un commento

  1. Ma quanti partiti ci sono?? A guardare i loghi sembrano le stelle della bandiera degli stati uniti. Ma come si può andare avanti così?

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