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Quarantena forzata, nasce a Siracusa un gruppo facebook

Si sono organizzati in gruppo pubblico su facebook. Si chiama “Quarantenatuttinsieme” ed è composto ad oggi da 67 membri, ma di fatto sono in centinaia le persone in quarantena che attendono anche da oltre un mese di essere sottoposti al tampone. Uno di questi membri del profilo social è una donna di Priolo, Maria Chiaramonte, che con il marito da 31 giorni, ormai, si trova in isolamento volontario domiciliare. La donna racconta di essere tornata il 24 marzo da un viaggio di piacere a New York e in Messico e di essersi autodenunciata come prevede il protocollo. Da quel momento non passa giorno che non chieda notizie e invii mail agli indirizzi istituzionali senza ricevere alcuna risposta. “Sta diventando un sequestro di persona”, dice amareggiata Maria, che freme per potere tornare a lavoro e per tale motivo ha chiesto persino al sindaco di Priolo Gianni, di studiare un sistema per poterli liberare da questa quarantena forzata. Ma fino ad oggi, nulla.
Nelle stesse condizioni di isolamento e di mancanza di risposte per i tamponi o per l’esito degli stessi, sono centinaia di siracusani che attendono speranzosi già oltre i termini scaduti dei 15 giorni, di finire l’autoisolamento.
“E’ una situazione drammatica – spiega l’ex consigliere comunale Michele Mangiafico – quella che stanno vivendo tantissimi cittadini a Siracusa in isolamento obbligatorio e fiduciario per coloro che rientrano da fuori o che presentano sintomi da Covid 19”.
Il lasso di tempo in isolamento stabilito dal ministero della Salute è di 14 giorni, che vanno vissuti chiusi in una stanza, abolendo qualsiasi tipo di contatto sociale e cercando di mantenere un ambiente pulito. Ebbene, a Siracusa questi 14 giorni sono diventati per qualcuno 20,30,40. Una situazione difficile sia per coloro che hanno scelto di prendere un monolocale in affitto, garantendo l’isolamento dai parenti, sia per coloro che vivono in casa con altre persone e che devono rientrare sul posto di lavoro.

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