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Ragusa, mercoledì sit-in dei ristoratori siciliani

La protesta dei ristoratori siciliani: il 7 aprile manifestazione a Ragusa per chiedere la riaperturaSit in di protesta dei ristoratori mercoledì prossimo, 7 aprile, a Ragusa. La manifestazione, indetta dal Co.Ri.Sicilia (associazione di bar, ristoratori, pizzerie, pub e pasticcerie costituita di recente) si terrà dalle 10,30 alle 13 in piazza Matteotti. I ristoratori hanno chiesto di incontrare in delegazione il Prefetto di Ragusa, Filippina Cocuzza.

Il settore della ristorazione è tra i più colpiti e rischia di scomparire. Molte aziende, dopo mesi di chiusura, sono al collasso. Le misure decise dal governo nazionale hanno penalizzato soprattutto alcune attività.

La manifestazione avrà il sostegno dell’associazione “Le Partite Iva” e di “Mio Italia”, che manifesteranno nello stesso giorno anche a Roma, oltre che di vari ristoratori indipendenti e di altri comitati sorti in Sicilia. Hanno aderito anche le “Brigate di Sala e Cucina”, gruppo spontaneo costituito dai dipendenti della ristorazione (chef, camerieri, direttori di sala) che, nell’ultimo anno, hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione. 

I ristoratori chiedono lo stop alle restrizioni decise dal governo che colpiscono il settore più di molti altri. La chiusura dei ristoranti viene ritenuta eccessiva: gli operatori del food chiedono di riaprire le loro attività, nel rispetto dei protocolli di sicurezza.

«I provvedimenti del governo hanno generato delle condizioni di diseguaglianza sociale – afferma il presidente di Co.Ri.Sicilia, Raffaele Fiaccavento – questo delirio normativo lede la nostra dignità sociale e l’esercizio del diritto al lavoro. Molte attività hanno già chiuso, il perdurare dell’emergenza porterà alla cessazione di molte altre attività. Il Governo continua a non tenerne conto adducendo la mancanza di fondi. Tutto ciò è inaccettabile! La tutela della salute pubblica deve bilanciarsi con la tutela dei diritti fondamentali».

I ristoratori hanno stilato una piattaforma di richieste che sottoporranno al Prefetto: chiedono la riapertura di tutte le attività anche dopo le 18 (sia a pranzo che a cena), a prescindere dalle zone gialle/arancio/rosse. Gli orari attuali limitano fortemente un settore che opera in collaborazione con i tour operator turistici. Serve un intervento dello Stato anche per i rapporti privati, calmierando gli affitti anche mediante la cessione del credito d’imposta per evitare gli sfratti che si stanno verificando, la riduzione dei costi accessori (Iva, tasse governative, bollette e utenze), la riduzione del carico fiscale tributario e del carico contributivo, il blocco delle cartelle esattoriali, la moratoria di due anni del Durc, la tutela per i dipendenti con cassa integrazione puntale ed adeguata, indennizzi e ristori adeguati ed in linea con altri paesi europei: la Francia ha concesso il 12,6 per cento, la Germania il 24 per cento, in Italia gli aiuti saranno inferiori al 5 per cento.

«In questi mesi – spiega la segretaria del Co.Ri. Sicilia, Ilda Migliorino – abbiamo avviato i contatti con altri gruppi a livello nazionale e regionale, abbiamo partecipato a manifestazioni ed incontri in altre città, a Palermo, Catania, Siracusa. Il primo aprile abbiamo partecipato alla tappa di Palermo della manifestazione itinerante di #IOAPRO.  Le adesioni dei ristoratori, anche da altre province, crescono giorno dopo giorno. Vogliamo sostenere congiuntamente questa battaglia».

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