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Ezechia Paolo Reale

Reale: “Quella sgradevole commistione tra affari e politica”

Non si è fatta attendere la replica da parte del leader di Progetto Siracusa, Ezechia Paolo Reale, chiamato in causa dal sindaco Garozzo, a proposito del coinvolgimento di tre consiglieri comunali nell’inchiesta sugli asili nido e sull’affidamento degli impianti sportivi.

“A Siracusa tutti sanno che al ballottaggio Assenza e Di Mauro (e gran parte di Forza Italia) lo hanno sostenuto con convinzione – dice Reale -. A Siracusa tutti sanno che Alberto Palestro è stato eletto nella lista di Gianluca Scrofani, assessore al bilancio della giunta Garozzo, che si è presto trasferita armi e bagagli alla corte della maggioranza del Sindaco Garozzo. Io non rinnego affatto coloro che con me hanno condiviso un’esperienza amministrativa, compresi i tanti che oggi militano con Garozzo nella sua maggioranza, ed anzi addirittura la sostengono. Peraltro, Salvo Sorbello, a mio ricordo, non ha mai sostenuto proroghe di servizi. La stessa cosa può affermare il sindaco Garozzo?

“Non ho mai parlato delle inchieste giudiziarie in corso – continua Reale – riconosco (non solo quando mi conviene) il diritto inviolabile di ciascuno di difendersi e chiarire la propria estraneità ai fatti e ripeto il mio augurio alle persone coinvolte nelle inchieste di poter dimostrare l’irrilevanza penale della loro condotta. Ciò non toglie che lo scenario politico delle indagini, che è quello che dovrebbe interessare tutti, e per primo il Sindaco, mostra un’evidente, sgradevole ed inopportuna commistione, fosse pure penalmente lecita, tra affari e politica. Mostra l’interesse diretto di alcuni consiglieri comunali di maggioranza o di persone dello staff del Sindaco ad attività economiche foraggiate con finanze pubbliche gestite dal Comune.

Mostra un caos amministrativo che è brodo di coltura di possibili illeciti. Forse dalla Cina il Sindaco non si è accorto che all’amministrazione di Siracusa la magistratura non rimprovera certo di aver fatto l’appalto, da tutti ritenuto necessario dopo anni di proroghe, ma ritiene irregolare il modo in cui è stato gestito quell’appalto. La questione degli asili nido è stata per quasi due anni al centro dell’attenzione politica. Ma né interrogazioni, né conferenze stampa, né richieste di commissioni d’indagine hanno scalfito le certezze del Sindaco e della sua maggioranza. E sembra non riuscirci neanche l’azione della magistratura”.

Le domande più rilevanti, politiche, sono ancora oggi senza risposta:

  1. Perché mai è stato diviso l’appalto in quattro gare distinte ?
  2. Perché si sono accreditate strutture e dispensati voucher pur essendoci posti liberi negli asili comunali? E perché i posti per i bambini sono alla fine diminuiti, privando tante famiglie di un servizio educativo essenziale?
  3. E’ vero che al Ministero, per poter avere i fondi con i quali indire l’appalto, è stato consegnato un regolamento degli asili diverso da quello adottato dal Consiglio Comunale ?
  4. Perché per quasi dieci mesi i lavoratori delle cooperative che gestiscono gli asili nido non hanno preso lo stipendio ? Forse il Comune non è stato in grado di rendicontare al Ministero le spese fatte ?

 

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