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Rifugio Piccolo Panda: prosegue la contesa giudiziaria

Prosegue il braccio di ferro attorno al rifugio per cani Piccolo Panda di contrada Dammusi, lungo la strada statale per Floridia. Ieri mattina avrebbe dovuto consumarsi un provvedimento giudiziario di restituzione dei terreni e della struttura alle associazioni proprietarie del rifugio ma, nel frattempo, è intervenuta una sospensiva, disposta dal tribunale del capoluogo, che, di fatto, ha bloccato gli effetti della sentenza del tribunale civile favorevole all’associazione “Vita e Natura onlus”, e all’“Associazione amici del cane e di tutti gli animali Siracusana Piccolo Panda”. In buona sostanza, la controparte ha proposto un reclamo al tribunale con cui ha ottenuto la sospensione dell’azione possessoria, che prevede la reintegrazione o spoglio ad opera dei proprietari. 

Il dispositivo di sospensiva è stato notificato all’avvocato Vincenzo Mirmina, difensore della proprietà della struttura, che, adesso, deve attendere che si celebri l’udienza collegiale per entrare nel merito dell’ordinanza che ha disposto l’azione possessoria. 

L’associazione che ha ottenuto la sospensiva ha ipotizzato che la sentenza del tribunale civile non abbia tenuto conto di una testimonianza ritenuta non veritiera, che, però, i giudici non hanno valutato tale, come sostiene la difesa delle due associazioni. 

Nelle more di comprendere come stiano le cose, il tribunale ha deciso di sospendere l’esecutività dell’azione possessoria cautelare fissando l’udienza di merito per il prossimo mese di luglio. Nell’attesa del pronunciamento sul reclamo, nulla muta sotto l’aspetto della gestione del canile, che permane all’associazione “Gli amici della natura”. L’intervento ieri mattina di una pattuglia degli agenti municipali era dovuto all’eventuale esecuzione del provvedimento e, quindi, per verificare a chi, eventualmente, affidare l’assistenza dei cani ospiti della struttura. 

Il contenzioso tra le parti risale al luglio 2019 con l’azione giudiziaria richiesta dalla proprietà che avrebbe dovuto concludersi nel giro di pochi mesi ma che si è protratta fino al mese di aprile scorso con l’emissione del provvedimento del giudice. Parallelamente scorre il procedimento penale a carico del gestore del rifugio, rinviato a giudizio per violenza privata e interruzione pubblico.  Nel novembre 2019 la struttura è stata oggetto di sequestro preventivo, disposto dalla Procura su esposto del Comune di Siracusa ed eseguito l’11 dicembre 2019. Con ordinanza del 2 novembre dello scorso anno, invece, è pervenuta la conferma del dissequestro a seguito dei ricorsi proposti dall’avvocato Marzia Capodieci e l’indicazione di restituire la struttura al gestore. 

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