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Rischio sismico: 22 scuole monitorate dai tecnici

Su 39 scuole pubbliche presenti nel capoluogo, soltanto 17 sono state costruite dopo il 1980, applicando i criteri antisismici e quindi pienamente idonee. Per quanto riguarda le altre 22, in parte sono state costruite in muratura, in parte con materiale misto muratura e cemento armato. Queste scuole sono monitorate e per ognuna di esse è stata eseguita una scheda di rilevamento per verificare che tipo di miglioramento occorre eseguire.  Il dato è emerso nel corso del convegno sul tema della protezione civile e del rischio sismico in provincia, che si è tenuto ieri sera, organizzato dal Lions Club Siracusa Host.

“L’obiettivo – afferma il presidente del Lions club, Bruno Maltese – è tenere alta l’attenzione e accrescere la cultura della prevenzione nel territorio”.

La relazione introduttiva, che servirà a fare il punto sugli ultimi rilevamenti scientifici, è stata tenuta dal ricercatore Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania Luciano Scarfì. “Se guardiamo la mappa di pericolosità sismica – dice – si vede che tutta la nostra zona è caratterizzata da una pericolosità sismica piuttosto elevata. Questo dipende dal quadro geologico generale del Mediterraneo centrale che conferisce una peculiarità sismica che ci preoccupa. La sismicità registrata mostra che si tratta di una zona simicamente attiva, soggetta a delle deformazioni e atta a rilasciare terremoti che possono essere anche di magnitudo abbastanza elevata. La sismologia entra nel rischio sismico definendo il fattore della pericolosità. La mitigazione del rischio sismico avviene intervenendo sugli altri fattori che sono sulla vulnerabilità degli edifici, che spetta a chi pianifica il nostro territorio”.

E proprio osservando la mappa del capoluogo, ci si accorge come una buona percentuale di insediamenti urbani risale a prima del 1980, data in cui, a seguito del terribile terremoto in Irpinia, è entrata in vigore la normativa antisismica che prevede l’applicazione di criteri antisismici per la costruzione di palazzi. Edifici privati con queste caratteristiche si trovano principalmente nella parte di nuova espansione della città, al viale Santa Panagia, in viale Scala Greca, nel rione della Pizzuta, nella zona balneare di Tivoli.  Al convegno ha reso il proprio contributo l’architetto Jose Amato, responsabile della protezione civile del comune capoluogo, il quale ha spiegato che è in fase di aggiornamento il piano di emergenza di protezione civile del comune di Siracusa. I tecnici comunali stanno eseguendo tutti quegli interventi necessari ad aggiornare il piano che è stato redatto nel 2011. “La maggior parte dei dati sono stati già aggiornati – dice l’architetto Amato – dobbiamo procedere alla stesura della relazione e alla pubblicazione del piano non prima di averlo trasmesso al consiglio comunale”.

Dopo l’intervento dell’ing. Roberto Meloni, dirigente Rischio industriale e antropico della Regione, del presidente di Ance, Massimo Riili, ha relazionato l’esperto software Rischio Sismico, Maurizio Fichera. “Sul tema del rischio sismico scontiamo una grande ignoranza – dice – sappiamo solo i luoghi dove in percentuale e per gli eventi del passato è possibile che un sisma possa nuovamente verificarsi. Quel che preoccupa è il fatto che il 90% del patrimonio edilizio italiano è vulnerabile e la qualità del costruito è scadente. Per prevenire i danni da terremoto, quindi, occorre migliorare la qualità degli edifici”.

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