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Roma. “Sistema Siracusa”, corruzione dei giudici: Gennuso, si ritiene truffato dagli avvocati Calafiore Amara

Roma. Era prevista per oggi l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio dei magistrati tratti in arresto accusati di essersi fatti corrompere dai più noti avvocati d’Italia Amara e Calafiore. La richiesta del difensore dell’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativo di Palermo, Raffaele de Lipsis, diretta ad ottenere un rinvio, l’udienza preliminare è stata annullata e riconvocata ad altra data. La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo, Raffaele de Lipsis, dell’ex consigliere della Corte dei Conti Luigi Pietro Maria Caruso, del giudice del Consiglio di Stato di Roma, Nicola Russo e del deputato regionale di Forza Italia, Giuseppe Gennuso. Gli ex giudici, tutti in pensione, e l’ex deputato regionale sono accusati di corruzione in atti giudiziari. L’onorevole Pippo Gennuso, difeso dal professor Carlo Taormina, ha ufficializzato la decisione di revocare la sua iniziale ipotesi di patteggiare la pena di un anno e otto mesi di reclusione. Gennuso, che si ritiene truffato dagli avvocati Giuseppe Calafiore e Piero Amara, ha fatto sapere di avere già chiesto al Gup e alla Procura di Roma che si faccia il processo per dimostrare di non avere corrotto alcun giudice del Cga, ma di avere pagato la parcella agli avvocati Calafiore e Amara per l’attività legale svolta a suo favore quando decise di rivolgersi al Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo contro la sua mancata elezione all’Ars. “L’onorevole Pippo Sorbello – ha già dichiarato l’onorevole Gennuso – mi confidò che Pippo Gianni, Alessandro Ferraro e l’avvocato Piero Amara stavano tramando un complotto ai miei danni per impedirmi di vincere il ricorso che avevo presentato per presunti brogli durante lo svolgimento delle elezioni regionali del 2012 e in particolar modo in alcune sezioni di Melilli”. L’onorevole Gennuso è accusato di avere corrotto, tramite gli avvocati Amara e Calafiore, il presidente del Cga di Palermo De Lipsis e il giudice laico professore Sebastiano Mineo, membro dello stesso Cga al fine di ottenere l’annullamento delle elezioni regionali del 2012 per entrare a Sala d’Ercole, considerato che al suo posto era stato eletto Pippo Gianni.

C.A.

 

 

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