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Scout, ripristinate le strisce gialle anche all’Ospedale Trigona

Come annunciato l’attività del Gruppo Scout Noto 1 non si è fermata in piazza Landolina, negli ingressi laterali della Cattedrale, in via Ruggero Settimo, piazzetta Ercole, e all’Istituto scolastico “Francesco Maiore”, ma è proseguita subito dopo le festività pasquali. Con “impresa di noviziato” i giovani rover e scolte del Noviziato Noto 1 dell’Agesci, hanno ripristinando nella forma e nel colore le delimitazioni delle aree di sosta riservate ai diversamente abili, e non solo. Il tutto possibile grazie all’autorizzazione ricevuta dal Comune, nella persona del Sindaco Corrado Bonfanti, particolarmente sensibile a questo tipo di iniziativa e che ha anche messo a disposizione anche un tutor.

Iniziativa che non si è fermata ai luoghi testè citati ed è proseguita, come annunciato dagli stessi responsabili del gruppo, Marco Guerri, Rita Ferlisi, Don Luigi Vizzini e Rosario Ferla, all’ospedale Trigona nella settimana successiva alla Santa Pasqua. E più precisamente Alma Protasi, Giada Corte, Giorgio Colombo e Salvo Tomasi con secchio di colore e pennello in mano hanno ripristinato le strisce gialle vicino al Pronto Soccorso, ingresso principale del nosocomio, e ulteriore servizio per la collettività anche lo spazio di sosta riservato ai bus. Il gruppo Noto 1 è presente in città da oltre 70 anni e contribuisce, anche con questi piccoli grandi gesti, alla crescita e formazione di generazioni di netini, con un progetto educativo e di visibilità per tutto l’Agesci. Nell’attività specifica si è pensato a qualcosa, ad un’azione, che potesse nell’immediato ridare decoro ad alcune zone ripristinando di fatto la visibilità alle aree di sosta consentite esclusivamente ai portatori di handicap. In pieno spirito scoutistico. 

La parola scout, che significa ricognitore, veniva e viene tuttora usata in ambito militare per indicare tutti quei mezzi e quelle attività volte a localizzare il nemico. Fu scelta da Baden- Powell, fondatore dello Scoutismo, pensando ai ragazzi e ai molteplici orizzonti che essi potevano scoprire; il termine vuole anche far pensare a delle persone in grado di cavarsela da soli nelle situazioni più svariate, organizzate e attrezzate, sia interiormente sia esteriormente, in ogni evenienza. Il termine simile boy scout, era usato inizialmente per caratterizzare in senso giovanile questo movimento (che si rivolge ai ragazzi e non agli adulti), e in seguito anche per distinguere gli scout maschi dalle girl guides(ragazze guide). Al di là delle denominazioni resta il grande messaggio che si perpetua negli anni e cioè quello che lo scoutismo è caratterizzato da un metodo educativo e un codice comportamentale non formale il cui fine ultimo è di dare la possibilità ai giovani di diventare e di essere “buoni cittadini”, migliorando ove possibile anche la propria comunità con gesti concreti come questo del gruppo Noto 1.

E. V.

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