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Servizio psichiatrico: confronto con l’Asp 8

La chiusura del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Avola, il funzionamento a singhiozzo del Centro diurno di Siracusa sono stati alcuni dei punti dolenti al centro dell’incontro che i rappresentanti dell’associazione “Si può fare per il lavoro di comunità”, che difende i diritti delle persone affette da patologia psichiatrica, hanno avuto con il direttore sanitario dell’Asp, Madonia, e con il direttore del Dipartimento Salute Mentale, Cafiso. Gaetano Sgarlata e Carmela Carbonaro hanno sottoposto alla loro attenzione le gravi carenze assistenziali che nell’ultimo anno si sono venute a creare nei servizi che gestisce l’ASP in favore dei pazienti affetti da patologia psichiatrica.

Per quanto riguarda il centro diurno di Siracusa, in cui si assistono trenta persone, si prevede una soluzione forse nei mesi estivi. Sono stati posti altri quesiti come quello sulla mancata vaccinazione per gli utenti e gli operatori delle Comunità terapeutiche assistite ad eccezione degli operatori della CTA di Brucoli; l’esigenza di vaccinare la i pazienti ricoverati nelle Comunità alloggio, strutture residenziali ad alto rischio di contagiosità. C’è stata una dichiarazione di disponibilità a risolvere tali problematica ma non ci sono stati dati i tempi di risoluzione sul problema della scopertura di 30 posti in pianta organica di operatori della salute mentale con conseguente grave disservizio per il sovraccarico di lavoro e la non possibilità di coprire tutte le esigenze in maniera adeguata.

“Nel complesso – sostengono il presidente regionale Sgarlata e la delegata provinciale, Carbonaro – le risposte sono state soprattutto interlocutorie ed insoddisfacenti anche se finalmente si è aperto un dialogo. Noi continueremo a vigilare e a sollecitare l’ASP perché non possiamo tollerare che un settore così delicato dell’assistenza non sia attenzionato in maniera adeguata e coerentemente alla legislazione vigente”.

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