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Bruno Alicata

Sicilia & Politica. Siracusa, Bruno Alicata si dimette da coordinatore di Forza Italia tra sussurra e grida

Nella moderna società si registra la fine dei vecchi valori. La politica diventa un groviglio di pensieri senza virtù, e senza più il prezioso zoccolo duro degli ideali. Si può avere ancora fiducia dai politici che da rappresentanti di uno schieramento in cui si sono battuti hanno lottato per quei ideali, cambiano casacca dall’oggi al domani? La demagogia in politica prende il vantaggio sulla realtà delle cose, cercando di pescare nel torpido e strumentalizzando a proprio favore i disagi della popolazione che soffre per scelte sbagliate dall’incapacità di governare, o per meglio dire, operare a favore dei propri interessi personali, mentre c’è chi ha fatto dell’onestà virtù, ma è costretto all’angolo da “esigenza di partito”.

A Siracusa, per rimanere nel nostro brodo locale, con una nota inviata al commissario regionale Gianfranco Miccichè, il senatore di Forza Italia, Bruno Alicata, si è congedato dalla carica di coordinatore provinciale forzista, dopo ventisei anni di esperienza politica in casa azzurra. Una decisione sofferta, ma decisa nel fare un passo indietro, scaturita la sera di venerdì dopo un intenso confronto con il vertice provinciale del partito.

Scrive Alicata: “Ragioni personali e familiari”, afferma l’ex senatore azzurro; ma ci sarebbe ben altro nella sua scelta di scendere da cavallo: “Modi diversi di intendere la politica, le persone e le vicende della vita, hanno imposto tale irrinunciabile decisione, avendo ben chiaro, comunque, il senso di gratitudine per le straordinarie esperienze vissute grazie a Forza Italia”.

Poche righe per stabilire “modi diversi d’interpretare la politica”. Infatti, Le indiscrezioni trapelate lasciano ipotizzare che egli non condivida appieno la linea politica adottata dalla parlamentare Stefania Prestigiacomo, leader indiscussa del partito nella provincia di Siracusa. Ma nel campo delle ipotesi soltanto i protagonisti potranno mettere in chiaro i fatti e le discrepanze che hanno portato all’estrema decisione del senatore Alicata, che fu tra i primi nel 1994 ad aderire a Forza Italia, diventando consigliere provinciale e nel 2008, eletto senatore per il Popolo delle Libertà, confermando il seggio nel 2013 con Forza Italia. Ci ha riprovato per la terza volta nel 2018 quando è stato ricandidato al Senato ma non fu confermato.

E forse non è un caso che Berlusconi accoglie l’appello di Mattarella, dichiarando nel contempo di restare all’opposizione, mentre in Sicilia, già più volte officina politica di Forza Italia e di tutto in centrodestra, nelle stanze degli azzurri, inizia la campagna acquisti e con l’occasione si “lavora” il terreno tutt’attorno la politica siciliana in cerca di nuovi grandi elettori e la cacciata di chi si ribella al “nuovo corso”.   

È il caso dei consiglieri che hanno abbandonato Forza Italia: oltre a Genovese e Caronia, anche Rossana Cannata, sorella del sindaco di Avola, ha fatto il salto della quaglia, passando a Fratelli d’Italia, dove l’ha raggiunta anche Totò Lentini, subentrato a Giuseppe Milazzo, eletto in Europa. Ci sono poi i “cambiacasacca” loro malgrado. Quelli che hanno cambiato gruppo in seguito alla scissione del loro partito. Come Luca Sammartino e Giovanni Cafeo che hanno lasciato il gruppo Pd per aderire a quello renziano di Italia Viva. Tra i pentastellati gli ultimi cinque voltagabbana a sorpresa, sono il frutto della spaccatura del M5Stelle.

Le manovre e la campagna acquisti in Forza Italia, dopo alcune preziose perdite (com’è successo a Siracusa con la deputata Rossana Cannata passata con Fratelli d’Italia). Ora Forza Italia si rafforza a vista d’occhio. E c’è già chi sente aria di bruciato; manovre che conformano la ricerca di una crescita che rinvigorisca per un preludio di campagna elettorale verso le Regionali e la candidatura alla presidenza della Regione Siciliana della regina di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo (forse), in una formula politica, espressione delle nuova diccì di Cuffaro, che dice: “Riparto dallo scudo crociato e dai giovani per ritrovare gli ideali. C’è spazio”.

Si conferma la tesi dell’indiscrezione: Cuffaro, Miccichè e Lombardo lavorano già da tempo alla ricostruzione della vecchia DC.

A conquistare tutta la scena politica siciliana degli Azzurri, Gianfranco Miccichè con una campagna acquisti, a scapito di altri gruppi del centrodestra. Ma in molti pensano che punta a ricostruire il Centro in Sicilia, con lo zampino magico di Totò Cuffaro. Il tutto a spese dell’Udc e OraSicilia; gruppi Ars che sono stati svuotati dalle manovre di Forza Italia e non solo. Con gli Azzurri sono già passate ufficialmente tre deputate: Margherita La Rocca Ruvolo Udc, Marianna Caronia Udc poi Lega poi misto, la deputata Daniela Ternullo, accompagnata dall’onorevole Pippo Gennuso. Luisa Lantieri da OraSicilia, è data per certa in direzione Forza Italia. Tra le mosse di Miccichè appare l’ombra di Cuffaro, che mira a ricostruire la nuova DC partendo dalla Sicilia.

Tra le ambizioni di Pippo Gennuso, insiste quella di continuare nella politica a ventaglio, conformandosi alla linea politica di Forza Italia, con i suoi uomini nel contesto di una nuova fase di un rilancio politico per il partito degli Azzurri nel territorio siciliano, e l’annuncio della decisione di volersi candidare a sindaco del comune di Rosolini.

Ma è in casa Forza Italia che si rischia di innescare ancora una volta una lotta intestina, anche in vista dei cambi in giunta regionale. A Siracusa, come si ricorderà, qualche tempo fa si parlò che qualcuno voleva far fuori Edy Bandiera dalla carica di assessore, ma Micciché avrebbe evitato il peggio. Una faccenda politica che si evolve giorno dopo giorno.

Concetto Alota

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