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In Sicilia riparte il Movimento dei Forconi contro le angherie dello Stato padrone

Ripartono gli ex Forconi, o forse è il caso di dire, nei nuovi e più agguerriti rivoluzionari della base popolare siciliana che ricordano le proteste, che negli anni passati hanno rappresentato un blocco di lotta verso le angherie dello Stato padrone, con risultati storici ma ormai dimenticati, in una sorta di abulica rassegnazione tutta siciliana.

Si definiscono movimento dei veri ex Forconi e, come da tradizioni storiche, sono contro le imposture e i tradimenti verso il popolo sovrano nelle democrazie che si rispettano, proiettati verso una nuova stagione di lotte popolari e promettono battaglie sociali a largo raggio, in una terra come quella siciliana sfruttata e abbandonata da una classe politica corrotta e viziata, che prende tutto e non dà niente.

“I Forconi della Sicilia – che hanno tentato con forza nel 2012 il riscatto del popolo nei confronti della classe politica isolana corrotta e incapace di risolvere i problemi economici e sociali – prendono le distanze dall’ex leader Mariano Ferro e Giuseppe Scarlata, rei di essere parte integrante del sistema, da loro falsamente attaccato, e non li riconoscono più come i loro leaders.

I nuovi Forconi, “rimangono decisi a proseguire la lotta contro il sistema partitico in connubio con i poteri forti e si stanno mobilitando per organizzare e ricostruire il Movimento dei Forconi 2012”.
Un’assemblea organizzativa si tenuta a San Cataldo, Caltanissetta, ieri 27 ottobre 2017, alla presenza dei rappresentanti convenuti da quasi tutte le province siciliane (tra i cui Martino Morsello e tanti altri fondatori del Movimento), che hanno nominato coordinatori pro-tempore Carlo Siena e Salvatore Riggi, in attese di un nuovo incontro da programmare al più per definire le condizioni organizzative e riprendere la lotta.

Per la storia, nel 2012 il Movimento dei Forconi bloccò strade e snodi autostradali della Sicilia con manifestazioni di protesta organizzate sia dagli autotrasportatori, sia degli agricoltori, sotto la sigla di due neonati movimenti, “Forza d’urto” e “Movimento dei forconi”. I manifestanti bloccarono diversi caselli agli accessi autostradali tra Palermo e Catania e tra Catania e Messina, il porto di Messina, il polo petrolchimico di Priolo, la statale Palermo-Sciacca, la ferrovia tra Palermo e Messina, il porto di Pozzallo.

Le proteste furono organizzate contro la classe dirigente del Paese che, secondo i movimenti unificati, volevano rivendicare, per il disagio patito, l’aumento sconsiderato del costo del carburante e delle assicurazioni dei camion e trattori degli autotrasporti e degli agricoltori; ma anche la defiscalizzazione dei costi dell’energia elettrica e il blocco delle procedure esecutive di Equitalia. Fu un periodo di particolare sofferenza, così come oggi, con il calo delle esportazioni e dei prezzi dei prodotti, e l’aumento dei costi. Agli agricoltori e autotrasporti si affiancarono alcune associazioni civiche locali e gruppi ambientalisti.

Tra le espressioni più dure e rivoluzionarie usati dai manifestanti, c’erano: “A morte questa classe politica, come si è fatto con i francesi, con il Vespro”. Ma non mancarono incidenti e alcuni fatti gravi, come a Lentini quando un bracciante agricolo fu ferito da una coltellata al volto perché voleva superare il blocco organizzato dagli autotrasportatori. A Gela fu rotta la vetrina di un tabaccaio che non aveva voluto abbassare la saracinesca del suo negozio in solidarietà con i manifestanti. Nelle vicinanze di Palermo, un gruppo di manifestanti che protestava sui binari rischiò di essere investito da un treno. Le proteste e i blocchi stradali avevano portato molti siciliani a rifornirsi di alimenti e carburante per tutta la settimana. Molti distributori di benzina furono chiusi per esaurimento del carburante, ma durono davvero in molti a dare il pieno sostegno al Movimento dei Forconi, che ora ritornano a proporre una nuova rivoluzione democratica popolare in difesa del popolo sovrano, secondo la Costituzione, ma nei fatti pratici mai applicata.

Concetto Alota

 

 

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