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Simona Princiotta (politica) e Maria Visconti tossicologa all’Asp8: due storie di normale intimidazione nella terra dei “babbi”

Salvo Goldwingdreamer (Salvo Alberti) su Facebook ha postato per primo la notizia dell’atto intimidatorio alla consigliere comunale Simona Princiotta, con un numero davvero indefinito di solidarietà che continua senza sosta, che scrive: “Buongiorno a tutti, questa domenica non è iniziata nel migliore dei modi; purtroppo vi segnalo un altro attentato ai danni della consigliera Simona Princiotta. Questa notte alle due circa con una tanica di benzina hanno tentato di dare alle fiamme l’auto del figlio della consigliera… Al momento non voglio commentare quest’ennesimo squallido episodio ma stare vicino a chi sta mettendo a rischio la sua incolumità….”.

Secondo quanto emerso dalle prime indagini della sezione scientifica della polizia di Stato, verso le due della notte ignoti avrebbero tentato di dare alle fiamme l’auto in uso al figlio di Simona Princiotta, ma hanno dovuto desistere dal sinistro gesto per l’arrivo di un vicino di casa che rientrava a bordo della sua automobile che è stato interrogato a lungo. Le speranze investigative questa volta sono riposte nelle tracce lasciate in giro dagli autori del gesto intimidatorio nella fretta di scappare per non essere individuati.

E mentre ci pare poca cosa l’incendio di un’auto, oggi stesso troviamo, sempre su Facebook, sul post di Maria Visconti, tossicologa presso l’Asp8, il seguente messaggio: “Nel gennaio 2014, dopo aver denunciato alla Procura di Siracusa diversi atti persecutori a partire dal 2009, da parte di alcuni soggetti dell’Asp di Siracusa nei miei confronti, ho ricevuto una vera e propria minaccia di morte… o avviso (come qualcuno l’ha definito!). Da allora, nonostante diversi esposti in Procura e tante segnalazioni a diversi esponenti politici… non è stato preso alcun provvedimento nei confronti di questi signori…, questi signori… …mentre io continuo ad essere un bersaglio… e come mi è stato chiaramente ricordato da qualcuno: “Se pensassi di dare tutto alla stampa… devo ricordare la disposizione dell’Azienda …che prevede il … licenziamento!” Vedi foto.

Ecco dove viviamo e dove siamo arrivati. Per il resto fate voi; alla libera interpretazione… Ma quello che occorre sono dei provvedimenti adeguati alla gravità delle cose che accadono ogni giorno. La città è diventata violenta; attentati incendiari nella media ponderale altissima; furti in appartamenti e negozi; violenza per un nonnulla, compreso le sparatorie e azioni di forza contro anziani e giovani nella pubblica via senza che le forze di polizia sanno nulla; baby gang in azione come nulla fosse; il traffico della droga e il mercato libero d’ogni cosa a buon prezzo proveniente dalla ricettazione dei furti sono in bella vista anche nei mercatini. E l’elenco può continuare fino a fondo pagina. Ma la domanda è: siamo ancora in uno Stato di diritto o solo del dovere di pagar le tasse e assistere alla corruzione galoppante che ci ha ridotto alla miseria e alla fame?

Concetto Alota

 

 

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