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Siracusa, aspettando il Tar: l’amministrazione Italia diventa “esattoria” tra cartelle da pagare e bollori da calmare

 

Oggi il Tar si riunisce per cercare di chiarire l’ingarbugliata vicenda della tornata elettorale delle ultime amministrative. Speriamo sia la volta buona. Ricorso presentato da Ezechia Paolo Reale; nella buona sostanza la tesi è di alterazione concreta del voto, a cui hanno aderito alcuni movimenti: “Siracusa Protagonista”, “Forza Italia, “Udc” e “Fratelli d’Italia”.

Decisione attesa dalla gran parte della cittadinanza siracusana. Ma ora le accusa all’attuale sindaco, Italia, sono di aver provocata ansia e tensione verso la maggioranza dei cittadini siracusani; l’amministrazione comunale siracusana con a capo un solo uomo al comando, accentratore e rimasto solo per grazia ricevuta, dopo il rinnovo delle concessioni al cimitero attraverso un avviso affisso sui cancelli del camposanto che ha creato panico e agitazione, ha messo in atto in questi giorni un circolo vizioso, inviando ai siracusani oltre diecimila avvisi di accertamento per omesso o insufficiente versamento di balzelli vari come Tasi, Imu, rifiuti e di tutto di più da pagare entro 60 giorni, pur sapendo che i competenti uffici non saranno in grado di smaltire le richieste di chiarimento che arriveranno giocoforza. Diciamo che l’atteggiamento di Italia non è delle più diplomatiche, nervosetto, e questo lo abbiamo capito già in occasione del dibattito sulla vicenda del bar al Castello Maniace, così come sulla frettolosa richiesta di rinnovo dei loculi quando, facendone delle questioni quasi personali, adirandosi fino alla massima incontrollata reazione; in verità il suo carattere si addice poco ad un uomo della politica, ma questo non è importante, più ad un accentratore convinto di avere sempre ragione. Nessuna cura è stata ancora scoperta per tale siffatta condizione; metodologia che si aggrava dopo esser rimasto solo al comando del Vermexio.

Di dare le dimissioni in onore alla democrazia, nemmeno a parlarne. Ma tutte le decisioni prese finora dal Sindaco, pro-tempore per fortuna, sono andate contro la volontà della cittadinanza e sono state sbattenti causando malessere e togliendo la serenità ai siracusani seriamente preoccupati per il destino della Città e dei propri figli, stanchi di essere bistrattati e per giunta trattati come un ammasso di pecore da mungere ad ogni mala pensata, per far quadrare i conti del Comune. La città raccatta le rovine del passato e per questa ragione che si vuole tentare di raccogliere più denaro possibile, avendo capito che il futuro politico non sarà ben gradito per la compagnia che ha conquistato il Vermexio. La speranza è l’ultima a morire: speriamo che il Tar oggi faccia il miracolo di renderci liberi.

Concetto Alota

 

 

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