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Siracusa, bancaria licenziata per avere girato film porno

Licenziata dalla banca per avere postato sui social foto osé e per avere girato film porno. Questo il destino di Benny Green, ex dipendente di una banca con filiale a Siracusa che ha deciso di impugnare il licenziamento che l’istituto di credito sostiene avere fatto “per giusta causa”. «Sono sempre stata discriminata — racconta la donna — io ho sempre posato come modella, e dal settembre 2020 mi sono iscritta ad una piattaforma privata dove inserisco dei contenuti più espliciti. Poi, dallo scorso anno sui miei social ho pubblicizzato alcune serate. Ma ho sempre svolto tutto fuori dal mio orario di lavoro».

Nel novembre scorso è arrivata la lettera di ammonimento e la sospensione dal lavoro. «Per me — aggiunge la bancaria — è stato un abuso da parte loro, sono una donna che intende sfidare i falsi moralismi. Ma nei giorni scorsi mi è arrivata la comunicazione del licenziamento dove si evidenzia l’inadeguatezza e la mancanza di rapporto fiduciario per il mio comportamento immorale». Dopo la sospensione la donna ha anche girato un film porno dal titolo «La bancaria di Siracusa».

L’istituto di credito le contesta «l’assenza ingiustificata dal servizio omettendo di avvertire dell’assenza; lo svolgimento di attività lavorativa extrabancaria durante l’assenza del servizio motivata da stato di malattia, alla visita fiscale domiciliare e lo svolgimento di attività professionale in violazione al contratto nazionale del lavoro».

L’avvocato Piero Ortisi, che assiste la donna, parla di «mobbing», e ribadisce che è stata «illegittimamente sospesa» perché, sostiene, «le circostanze attinenti la vita propria del lavoratore non godono di alcuna rilevanza soprattutto laddove siano estranee al contesto professionale». Inoltre, osserva il legale, «i fatti posti alla base della contestazione sarebbero in ogni caso null’altro che libera espressione della sfera sessuale privata e personale della dipendente».

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