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Siracusa. Crisi della Sanità tra vendette, rancori, sussurra e grida

È ancora una volta la Sanità a dettare le regole della politica. La vendetta è un modo riconosciuto di farsi giustizia, tipica della mafia, ma oggi è più incarnata nella nostra malata società, specie nella politica. Il vinto esige la sua personale vendetta e cerca di sopprimere i responsabili di tale siffatta condizione tra rancori, vendette, grida e sussurra.

La premessa ci conduce alla logica deduzione in cui tanti sono le occasioni che la memoria del passato viene assorbita dalla mente. La vicenda che ha colpito la Sanità siracusana nel suo cuore, nella vita dei cittadini, appare di primo acchito come un accanimento terapeutico; accuse, calunnie, menzogne e verità si rincorrono e si ripetono, tutti con la stessa identica narrazione.

Diventa, nei fatti pratici, una sorta di sfogo per scaricare la rabbia perché siamo stati colpiti nel corpo e nell’anima, negli affetti più cari; ma nel contempo perché ci siamo accorti di essere impotenti di fronte al mostro chiamato coronavirus. Ben 4 esposti alla magistratura e tutti con lo stesso oggetto: malasanità.

La Procura di Siracusa, per la cronaca, subito dopo il famoso videomessaggio apparso sui Social ad opera di un dichiarato dipendente dell’Asp, apre un fascicolo d’indagine d’ufficio, cioè, ancora prima di ricevere il primo esposto; e questo per l’obbligatorietà dell’azione giudiziaria, a cui sono seguiti altre denunce che formeranno sicuramente un solo fascicolo d’inchiesta; la Procura a sua volta aggiunge il servizio mandato in onda da Reporter; quest’ultimo è, in effetti, il racconto della conferma dei fatti accaduti in maniera cronologica, senza alcuna notizie o fatti inedite, rispetto ai 4 esposti presentati e di cui la cronaca di questi giorni ha riportato con dovizia di particolari, con racconti in buona parte direttamente da chi ha presentato le denunce, con aggiornamenti durante tutte le ore.  

In politica la vendetta illude i protagonisti di rimaneggiare il passato attraverso il potere. L’odio inchioda la mente. È per questo che in politica insiste la lotta e la competizione, con impressionante devastazione, così come è successo in questa brutta vicenda in cui non si trattano voti, ma vite umane.

L’unico riferimento che si lega con questa assurda tragedia, è la mancata realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa. IL fallimento della politica siracusana diventa grave ancor prima di assurdo. Decenni per non far nulla. E la verità è sempre la stessa: il mancato accordo dove costruire il nuovo nosocomio siracusano e la spartizione dei pani. Interessi e misteri si annidano nelle scelte di una politica corrotta che non riesce a spendere i soldi per realizzare un ospedale che serve per salvare le nostre vite. Senza dimenticare di aggiungere alla rabbia collettiva gli ospedali chiusi o svuotati di reparti strategici: è la forza della corruzione che vince sui diritti del popolo, sovrano solo sulla carta.   

Concetto Alota 

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