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Siracusa, dopo 144 anni nuove regole su decoro urbano

Dopo 144 anni, il precedente risale al 1870, il Comune si dota di un regolamento per il decoro urbano e l’igiene ambientale. Il documento è stato votato ieri sera dal Consiglio, che ha dato il via libera a un’altra importante novità: l’istituzione di un Museo civico d’arte contemporanea. Si tratta di due iniziative partite dall’assessore Paolo Giansiracusa. Entrambe le proposte iniziali hanno subito delle modifiche durante il passaggio in commissione e in aula, in particolare quella su Museo: non sarà realizzato a villa Reimann, come previsto nella prima stesura del regolamento, ma in una sede che sarà indicata dall’Amministrazione.

Altra decisione adottata ieri riguarda la realizzazione di un “doggy park”, uno spazio dedicato ai cani come proposto dai consiglieri Cosimo Burti e Gianluca Romeo.

Rinviati ad altra data i restanti 5 punti all’ordine del giorno: il regolamento sul mercato del contadino a causa dell’assenza dell’assessore Fabio Moschella; i due dedicati alla Cittadella dello sport e quello sui lavori al porto per l’assenza dei consiglieri proponenti; la campagna di sensibilizzazione sul femminicidio, su richiesta dalla stessa consigliera che l’aveva proposta, Stefania Salvo, in quanto sulla questione intende “promuovere un confronto ampio e approfondito”.

Il confronto più serrato è stato sul Museo, in particolare sulla proposta di realizzarlo a villa Reimann. La minoranza si è opposta a questa soluzione perché sarebbe stata, come ha sostenuto Cetty Vinci, difforme dalle volontà testamentarie di Christiane Reimann. A supporto sono intervenuti Salvo Castagnino, che ha chiesto un parere dell’Ufficio legale e poi ha  lasciato l’aula in segno di protesta; Salvo Sorbello, per il quale si sarebbe “perpetuato un uso improprio della villa”; Massimo Milazzo, che ha proposto di fare decidere i cittadini con un referendum.

Dopo l’intervento dell’assessore Giansiracusa, dalla maggioranza sono arrivate le repliche di Francesco Pappalardo, Tanino Firenze ed Elio Di Lorenzo: hanno evidenziato come il problema era già stato superato dalle commissione e che l’esclusione di villa Reimann era prevista in alcuni emendamenti presentati. Poi si è passati alle proposte di modifica del regolamento, illustrate da Carmen Castelluccio, Giuseppe Rabbito, Stefania Salvo e Massimo Milazzo. Alla fine il provvedimento è passato a maggioranza.

Il Museo civico d’arte contemporanea avrà carattere permanente e potrà arricchire le propria collezione attraverso acquisizioni scambi, acquisti, donazioni e lasciti. Tutti i beni museali non possono essere alienati e non possono essere oggetto di diritti a favore di soggetti terzi.

Il Museo avrà un direttore, un responsabile amministrativo e un comitato tecnico-scientifico. Il direttore sovrintende all’attività tecnico-scientifica; sarà scelto tra personalità di chiara fama nel campo storico e artistico, può essere fornito di laurea in Architettura e deve avere esperienza nel settore dell’arte, dei beni culturali e nell’organizzazione di eventi. Il responsabile amministrativo deve essere un laureato in campo giuridico o economico. Il comitato tecnico-scientifico è composto da un critico d’arte, da un cultore d’arte e dal direttore. I componenti sono nominati dal consiglio comunale, restano in carica 5 anni e non percepiscono emolumenti. Eleggono al loro interno, a maggioranza, il presidente.

Il Comune provvede ad assicurare il funzionamento del Museo, sia dal punto di vista finanziario che da quello delle risorse umane. Il personale può essere assegnato anche a tempo determinato.

Più collaborativo il confronto sul regolamento sul decoro urbano. Il dibattito è stato incentrato soprattutto sugli emendamenti e sono intervenuti Pappalardo, Di Lorenzo, Marina Zappulla, Cetty Vinci, oltre ai presidenti di commissione Gianluca Romeo e Rabbito.

Il provvedimento ha l’obiettivo, secondo l’assessore Giansiracusa, di rendere vivibile lo spazio urbano ispirandosi alle esperienze delle città virtuose. Partendo dalla consapevolezza che il precedente regolamento risaliva al 1870 e che la sostanziale mancanza di regole ha causato numerose brutture, ha concluso Giansiracusa, “l’Amministrazione si è mossa con il massimo del coinvolgimento della cittadinanza, ascoltando le soluzioni della gente e armonizzandole con la propria proposta”.

Aderendo alle prescrizioni della Soprintendenza ai beni culturali e ambientali, il regolamento prevede il rispetto delle presenze storiche all’interno del parco della Neapolis e assicura i livelli di conservazione del patrimonio culturale che ha consentito l’iscrizione della città nella World heritage list dell’Unesco. Tra le prescrizioni, anche il divieto di realizzare impianti fotovoltaici sui tetti a falde di Ortigia in quanto, coprendo i coppi, sono lesivi del “paesaggio urbano storicizzato come luogo espressivo di identità” e di valori culturali.

Ha invece raccolto un consenso ampio e trasversale la proposta di realizzare un “doggy park”, cioè uno spazio esclusivamente dedicato ai cani per ovviare alle conseguenze dei un’ordinanza sindacale del 2008  che proibisce, per ragioni igieniche e di sicurezza, l’accesso degli animali nei parchi cittadini. Venendo incontro alle esigenze evidenziate della tantissime famiglie,  per altro in continua crescita, che posseggono cani, si legge nell’atto di indirizzo di Burti e Romeo, il “doggy park” e pensato anche come luogo in cui effettuare, in collaborazioni con le associazioni animalistiche, attività di sensibilizzazione su tematiche quali il randagismo, l’anagrafe canina, la pet therapy o altre inerenti la cura dei “quattro zampe”.

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