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Siracusa. La difficile eredità di Francesco Italia, i nuovi equilibri, i ricorsi al Tar e il fallimento della differenziata

La Commissione centrale elettorale presieduta dal presidente del Tribunale di Siracusa, Antonio Maiorana, ha terminato i conteggi. Francesco Italia con uno scarto di poco più di 2000 voti per un totale di 18.000 su Ezechia Paolo Reale che ne ha ottenuto un totale di oltre 16.000, è il nuovo sindaco di Siracusa. La cerimonia d’insediamento è prevista per sabato prossimo; ma le polemiche e i colpi segreti della lunga campagna elettorale, non sono per niente terminati, con Reale agguerrito e deciso a far valere davanti ai giudici amministrativi le proprie ragioni con una verifica dei voti e del perché di tanta confusione e cattiva gestione delle operazioni di voto. Ma i ricorsi al Tar da più parti annunciati rimarcano la complicata situazione in cui è stata relegata la città dagli avvenimenti, oltre che dalla difficile eredità del nuovo sindaco di Siracusa Francesco Italia, che non potrà essere considerata affatto la continuazione naturale del periodo garozziano, anche se Italia è stato il vice sindaco, con poteri “speciali”.

A bocce ferme, nei salotti degli ambienti politici siracusani, serpeggia la riflessione degli equilibri e delle manovre al Vermexio per i prossimi 5 anni. E se da un lato il centrodestra “misto”, capitanato per il momento da Reale fino ai possibili e sicuri transfughi, detiene la maggioranza in Aula, dall’altra parte insiste la presenza dell’ala ambientalista di Giovanni Randazzo, che vuole mantenere gli impegni con l’elettorato forte del decisivo apporto per la conquista della sindacatura di Italia, scontrandosi con la logica della gestione della politica del Vermexio finora tenuta da Garozzo-Italia, specie per l’Isola di Ortigia e i suoi tanti riflessi. C’è poi la presenza in giunta di Fabio Granata, considerato un osso duro e che di certo fino alla sua eventuale sostituzione farà valere la sua presenza per un ritorno d’immagine e la continuazione della campagna elettorale, forte delle sue esperienze e in funzione dei prossimi traguardi politici.

Tra le patate calde, la continuazione del pieno sostegno alla lotta all’abusivismo commerciale nel centro storico messa in atto da Francesco Italia da vice sindaco, che ha diviso la pubblica opinione con i tanti provvedimenti con la chiusura per occupazione abusiva di suolo pubblico emessi dal Comune nei confronti di ambulanti ed esercenti con dehors; la movida fuori controllo, ma anche le proteste contro i facili solarium e i vari rivoli improvvisi della gestione contestati sul nascere con mille polemiche.

C’è anche il fallimento della raccolta differenziata e la confusione che impera nell’eredità della nuova giunta

 

Ma tra gli impegni nella prossima amministrazione comunale di Siracusa, ci sarà, oltre alla rivisitazione del sistema della la raccolta differenziata dei rifiuti e di tutta l’organizzazione collegata, lo stato di abbandono in cui versano le strade e la segnaletica, la rete idrica colabrodo, la gestione dell’acqua pubblica e il decoro urbano in generale, compreso l’abusivismo imperante specie fuori dall’isolotto di Ortigia.

Per la raccolta dei rifiuti, nonostante il sistema porta a porta si stia estendendo piano piano in tutta la città, c’è una mancanza di cultura, ma è anche vero anche che il sistema approntato finora non ha funzionato. E’ un dato di fatto, per un sistema che non funziona, con l’aumento dei cumuli di spazzatura che interessano un po’ tutte le zone interessate da questa concezione di raccolta differenziata, nei portoni di ogni condominio e residenza con più appartamenti. I cumuli di sacchetti abbandonati sul marciapiede, agli angoli delle strade, ovunque possa esserci un piccolo spazio che non dà fastidio alla propria abitazione, ma sporca tutta una zona urbana e vanifica il lavoro e i sacrifici di tutti. Ecco l’immagine di chi stravolge le regole a proprio uso e consumo, in barba ai vicini di casa, al quartiere, al luogo in cui vive, alle risorse spese dalla collettività.

La sostituzione dei cassonetti, con la raccolta differenziata capillare, ha imposto una riorganizzazione dei condomini, e anche dei singoli, con un aumento dei costi di gestione e organizzazione. Il problema è come creare spazi dove mettere i cassonetti della differenziata nei vari colori, in base al materiale di raccolta e nei diversi giorni. Ma sono ancora tanti i condomini che non hanno ricevuto i raccoglitori. Tante le strade che, di fatto, sono libere dei vecchi cassonetti, magari talvolta maleodoranti, ma comunque di grossa capacità. I nuovi condominiali sono invece piccoli e insufficienti, facili da rubare, distinti per colore, in base al materiale da contenere, una volta riempite il risultato è che l’immondizia è lasciata in ogni angolo dalla gente, un po’ per necessità, così come per inciviltà. I cittadini sono a volte esasperati perché non sanno dove gettare i rifiuti. In molte località, con la scomparsa dei cassonetti sono riapparsi i piccoli cestini lungo le strade che sono totalmente inadeguati. Molte le persone che non si sono volute adeguare, specie gli anziani o che hanno grandissimi disagi, e così succede che gettano indiscriminatamente ogni rifiuto negli spazi pubblici creando dei veri e propri cumuli d’immondizia. Spesso lungo le vie, sui marciapiedi o nelle strade provinciali, statali e locali, sorgono dei veri e propri campi di raccolta rifiuti, creati da chi non sa dove gettare l’immondizia. Il sistema obbliga i cittadini a tenere in casa l’immondizia, e, inoltre, devono caricarsi in macchina la spazzatura per portarla nei punti di riunione. Ma le persone anziane come fanno. I condomini e gli appartamenti puzzano per la presenza dei rifiuti umidi. Di fatto, no c’è nessun vantaggio in termini ecologici, economici e di miglioramento della qualità della vita, anzi, per certi aspetti si registra un netto peggioramento. C’è una mancanza di cultura è vero. Ma è vero anche vero che il sistema approntato non funziona. E’ un fatto grave.

La raccolta differenziata, si può fare anche con grossi cassonetti divisi per colore, magari in determinati punti per inglobare i diversi spicchi a zone, in base alla logistica della zona. Un sistema messo in pratica da tanti comuni e che ha funzionato. Sicuramente il problema in parte si risolverebbe.

Un impegno gravoso per la nuova amministrazione comunale. Si torna indietro con un appalto milionario da gestire e i tanti interessi nascosti. Ancora una volta la nuova gara d’appalto della raccolta dei rifiuti per rivedere Siracusa pulita e ordinata, come negli Anni Ottanta; un’occasione perduta. Peccato. La stessa cosa si può dire della rete idrica, con una condotta colabrodo, vecchia e obsoleta, comprese le tubazioni principali di ferro ormai arrugginite e di amianto ancora in funzione dal Dopo Guerra nel silenzio e nella rassegnazione generale, mentre la gestione acqua pubblica strombazzata da deputati e sciacalli di turno della politica, dorme sonni tranquilli.

Concetto Alota

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