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Siracusa. La nomina del Cda dell’Ias come la Tela di Penelope

Come la Tela di Penelope, la lunga attesa delle nomine del Cda all’Ias di Priolo, è senza fine. L’impressione, nello stereotipo collettivo, appare come la tattica dei prudenti in un probabile risultato logicamente scorretto, in quanto difficilmente uscirà l’intera gestione indenne dall’esame politico finale e non solo.

Ancora una puntata sulla scena magica della ricerca politica avanzata senza la necessaria logica, per rituffarsi senza alcun paracadute nella vecchia e collaudata politica della poltrona, dimenticando l’importante ruolo che l’Ias ha da sempre avuto nel territorio industriale siracusano. Così come hanno denunciato in tutte le salse tanti personaggi ad alta voce della politica siracusana ultimamente.

Ed ecco ancora una puntata della lunga attesa per la normalizzazione del Cda dell’Ias che, come il fare del gambero: va all’indietro per peggiorare e regredire. Infatti, sono state ratificate le nomine della parte pubblica all’interno del consiglio d’amministrazione dell’Ias, ma qualcosa non quadra ancora una volta.

Confermata la presidente uscente Patrizia Brundo, cui si aggiungono Silvia Belfiore di Augusta e il ragusano Giovanni Occhipinti. Quest’ultimo indicato dall’assemblea dei soci quale nuovo presidente della società che gestisce il depuratore consortile di Priolo, ma sembra che voglia rinunciare alla nomina e anche alla carica di consigliere. I tre consiglieri indicati dall’Irsap, si aggiungono ai due nominati in precedenza, l’ex sindaco di Augusta, Massimo Carrubba, su indicazione del comune di Melilli, e l’ingegnere Luigi Scalisi.

Restiamo in attesa della prossima puntata.

C.A.  

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