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Siracusa, la porta Urbica in Ortigia sommersa di erbacce

I reperti archeologici di via XX settembre periodicamente finiscono sotto una coltre di erbacce più o meno rigogliose. Non è la prima volta che giungono segnalazioni di incuria e abbandono di un sito importante, per il quale amministratori pubblici del passato, hanno pensato bene di interdire la via ortigiana al transito veicolare per salvaguardare e fare ammirare il frutto di uno dei tantissimi giacimenti archeologici riportati alla luce dagli scavi della Sovrintendenza ai beni culturali.

Reperti che, però, oggi mostrato più l’invasione delle erbacce che la reale loro suggestione e il profondo significato storico e archeologico.

Bisogna ricordare, infatti, che ciò che è riaffiorato dal ventre di Ortigia rappresenta la cosiddetta porta urbica, luogo di accesso alla fortezza di Ortigia, fatta erigere da Dionigi il Grande. Faceva parte della cinta muraria che oltre a cingere Ortigia, costeggiava tutta la città fino al castello Eurialo.

Ciò che resta visibile è il basamento di due torri quadrangolari di oltre 8 metri per lato, le quali probabilmente, consentivano l’accesso ad una strada che si biforcava e collegava il tempio di Apollo e quello di Athena. La porta venne scoperta nel 1977 ed assume una certa importanza per il fatto che sull’isoletta è l’unico resto delle antiche fortificazioni dionigiane.

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