Home / Se te lo fossi perso / Cronaca / Siracusa, la relazione del Covid-team inviata alla Procura

Siracusa, la relazione del Covid-team inviata alla Procura

La Regione siciliana ha trasmesso la relazione del Covid team alla Procura aretusea, che sta indagando su diversi tronconi relativi alla gestione dell’emergenza sanitaria nel nostro territorio. Il documento, sottoscritto dai tre esperti nominati il 30 marzo dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, è adesso sul tavolo degli investigatori della polizia di Stato in servizio alla sezione di polizia giudiziaria della Procura, a cui sono state delegate le indagini. La relazione fotografa la situazione trovata nei covid-hospital e spiega quali siano stati gli interventi per evitare promiscuità e mettere in sicurezza gli ospedali con particolare riferimento all’Umberto primo. Il gruppo di lavoro, formato da tre docenti dell’università di Catania Cristoforo Pomara (ordinario di Medicina legale), Bruno Cacopardo (ordinario di Malattie infettive) e Paolo Murabito (docente di Anestesia e rianimazione) ha presentato domenica all’assessore Razza la prima relazione sull’attività condotta prevalentemente sul nosocomio del capoluogo. 

Nel commentare il lavoro degli esperti, l’assessore Razza ha detto, tra le altre cose, che ci sono “medici straordinariamente capaci come quelli che operano all’Umberto I meritano anzitutto l’apprezzamento per i risultati conseguiti sul piano clinico, ma sono emerse responsabilità”. Un’affermazione che non è passata inosservata, tanto più che lo stesso esponente del governo regionale ha trasmesso la relazione al servizio ispettivo del dipartimento Attività sanitarie “per l’adozione dei conseguenti provvedimenti”. Intanto, gli inquirenti hanno acquisito agli atti tutte le interviste rilasciate nella giornata di ieri dal direttore generale dell’Asp, Salvatore Lucio Ficarra, ad alcuni organi d’informazione.

Informazioni su Redazione

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*