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Siracusa: maggioranza in consiglio comunale tra “milazzismo”, voltagabbana e traccheggi

Il consiglio comunale di Siracusa rivive la storia della Sicilia in una sorta di moderno “milazzismo”. Un governo per la città di Archimede con un patto tra il diavolo e l’acqua santa; il sindaco di Siracusa Francesco Italia si auto-complimenta e ringrazia. E meno male per lui che esistono i voltagabbana, i senza fede, altrimenti niente maggioranza e niente “amministrazione”. Il Movimento 5Stelle e il centrodestra si erano impegnati in campo nazionale di non voler fare inciuci, promettendo agli elettori misure drastiche contro quella disdicevole categoria di eletti ai diversi livelli istituzionali che tradiscono in base alla propria personale convenienza la fiducia dei cittadini, facendo mercimonio del sacro mandato popolare.

Nella politica siracusana, il tradimento era nell’aria; già da settimane la notizia dell’inciucio in consiglio comunale tra i fuoriusciti del centrodestra, la minoranza con a capo il sindaco eletto Italia, cioè l’arcobaleno sbiadito di quello che è ormai il centrosinistra, e i 5Stelle. L’opposizione si è presentata in aula con un doppio fallimento. I consiglieri del centrodestra, che facevano capo fino a poche ore fa a Ezechia Paolo Reale, avevano annunciato con ampio anticipo che il loro candidato alla presidenza del consiglio comunale fosse Giovanni Boscarino. Ma già dalle prime battute della seduta di ieri si è compreso che il disegno tracciato stava per essere cancellato. La dichiarazione per la liberazione della coscienza di Michele Mangiafico, eletto nelle file di Progetto Siracusa passato nella squadra Amo Siracusa, ha annunciato che il gruppo cui fa riferimento aveva deciso di aderire alla candidatura di Moena Scala annunciata in aula dal movimento cinque stelle. Ma l’accordo era già scontato, prova il suo “pronto” discorso subito dopo l’elezione a presidente del consiglio, così com’era chiaro che i numeri non tornavano più e che l’opposizione, almeno in questa circostanza, fosse andata sotto, anche a seguito del voto compatto dei consiglieri di centro sinistra per Scala. Semmai vi fossero dubbi sugli scricchiolii della maggioranza, è arrivata la conferma con l’elezione di Michele Mangiafico a vice presidente del consiglio comunale, con i voti dei 5Stelle e del centro sinistra.

I leader del centrodestra hanno gridato allo scandalo per quello che è considerato un vero e proprio voltagabbana, un tradimento bello e buono, ma che, per la verità, era già nell’aria. I soliti ignoti colpiscono ancora una volta. Nomi e cognomi di una storia infinita. Un metodo e un modello cha fa parte di una politica priva di valori, incardinata da sempre sugli interessi personali, al cambio del comodo e utile sottogoverno e di far parte della maggioranza, tra demagogia e qualunquismo; la politica delle promesse che diventa, di fatto, antipolitica, germi della discordia. Stupefacente l’abilità di tanti politici di assicurarsi i vantaggi raggirando i cittadini con sussurrati insinceri, sfruttando i problemi che sono alla radice dell’incompetenza, dell’ignoranza e della divisione sociale, oltre che delle false ideologie, così come nella vecchia ma sempre valida ripugnante demagogia politica. Per le promesse fatte durante la campagna elettorale c’è tempo, tanto tempo.

Concetto Alota

 

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