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Siracusa, manomesse le scatole nere in due mezzi pesanti

In conseguenza dei gravi incidenti stradali che recentemente hanno visto coinvolti autobus ed automezzi pesanti, sono stati incrementati i controlli ai predetti mezzi, con particolare attenzione alla verifica del rispetto dei periodi di guida e di riposo, nonché dei limiti di velocità. Al riguardo si ricorda che i cosiddetti “bisonti della strada” raggiungono a pieno carico un peso complessivo di 440 quintali. In tali condizioni l’eccessiva velocità aumenta notevolmente lo spazio di frenata, che in molti casi risulta causa di gravi episodi di cronaca.

Ultimo episodio si è verificato nei giorni scorsi quando personale dipendente del Distaccamento Polstrada di Lentini, sul nuovo tratto autostradale Siracusa-Catania, nei pressi dello svincolo di Siracusa Nord, intercettava un autoarticolato di  proprietà di una ditta di trasporto della provincia di Catania, che procedeva a velocità elevata, così come segnalato dalle telecamere installate lungo la predetta tratta.

 Gli operatori, durante il controllo documentale del veicolo, insospettiti da lievi anomalie riscontrate sui dati del tachigrafo, eseguivano presso un’officina autorizzata un’ulteriore verifica sull’apparecchiatura elettronica installata sul mezzo. Tale accertamento permetteva di appurare che l’apparecchiatura analogica installata sul veicolo era stata dolosamente manomessa .

Sostanzialmente veniva rilevato la mancanza del sigillo e del tappo rosso di sicurezza e sulla parte posteriore del cronotachigrafo era stata rimossa arbitrariamente la gabbia metallica di sigillatura dove è posizionato il trasmettitore di impulsi, in modo da poter variare la taratura della cd “costante K”, che rappresenta il numero di giri (impulsi) che lo strumento rileva percorrendo la distanza di un chilometro, tutto ciò allo scopo di poter aumentare sensibilmente la velocità del veicolo facendo in modo che l’apparecchiatura non provvedesse a segnare graficamente tale aumento sul disco di registrazione inserito nel cronotachigrafo.

Il dispositivo rinvenuto veniva posto in sequestro ed il conducente, nonché  il proprietario del veicolo, venivano deferiti alla locale A.G. per aver manomesso un’apparecchiatura atta a prevenire infortuni sul lavoro,  la cui pena edittale varia da un minimo di sei mesi ad un massimo di cinque anni di arresto ed inoltre veniva elevata una sanzione pari a 1696 euro con la decurtazione di 10 punti sulla patente del conducente. I reparti della Polizia Stradale risultano dotati di apparecchiature idonee ad effettuare un back up storico dei tachigrafi digitali che permette la lettura storica dei dati presenti sulla “scatola nera”.

L’attività di controllo sopra enunciata proseguirà con sempre maggiore impegno da parte del personale della Polizia Stradale di Siracusa, nella convinzione che la normativa vigente, quando rispettata puntigliosamente, contribuisce ad ottenere un apprezzabile standard di sicurezza sulle strade.

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