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Siracusa. Morte di Eligia: si attende solo la sentenza di secondo grado

Con le arringhe della difesa si è conclusa ieri la discussione al processo d’appello a carico di Christian Leonardi, l’ex guardia giurata condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della moglie, Eligia Ardita. Gli avvocati Felicia Mancini e Vera Benini hanno impiegato oltre 2 ore per illustrare alla Corte d’assise d’appello di Catania le proprie conclusioni. Così come fatto davanti alla corte d’assise di Siracusa, anche in questa circostanza hanno sostenuto che non possa essere ipotizzato il reato di omicidio volontario ripercorrendo tutti gli episodi che si sono verificati quella sera del 19 gennaio 2015 quando nell’appartamento di via Basilicata si è consumata la vita di Eligia e della figlioletta che portava in grembo. La difesa ha ribadito l’accidentalità della morte dell’infermiera e la preoccupazione del marito che avrebbe chiamato il 118 quando ormai c’era ben poco da fare per la donna.

Altro punto su cui le due avvocatesse hanno battuto è quello relativo alla confessione resa dal loro assistito nel settembre 2016 quando, dopo una notte in bianco e di discussioni con il fratello e con l’allora suo legale difensore, Leonardi si fece accompagnare al comando provinciale dei carabinieri di Siracusa per confessare di essere stato lui ad uccidere Eligia. La difesa ha nuovamente ribattuto che quella confessione non va presa in considerazione perché frutto di una pressione psicologica che lui ha subito tanto più che poco prima che iniziasse il processo ha vergato una memoria con cui ha ritrattato tutto. I due legali hanno poi insistito sull’improbabilità della dinamica della morte di Eligia con la realtà dei fatti concludendo le arringhe con la richiesta di assoluzione per il loro assistito e, in subordine, con la derubricazione del reato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale.

I riflettori si riaccenderanno all’udienza del 13 luglio quando, dopo la formale replica del pubblico ministero Concetta Maria Ledda, i giudici si ritirano in camera di consiglio per emettere il verdetto.

F. N.

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