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Siracusa, nasce un «Campo progressista, democratico e di sinistra»

La misura è colma! Il degrado politico-amministrativo a Siracusa ha raggiunto il suo punto di non ritorno. L’avvelenamento del clima e delle relazioni tra quasi tutti i protagonisti ed esponenti del ceto politico cittadino è giunto al suo punto più basso. L’immobilismo amministrativo e l’assenza di un serio e elevato confronto politico-strategico «di sistema» sui problemi della città hanno già risucchiato Siracusa e l’intero territorio dentro una spirale di inconcludenza progettuale (emblematica la vicenda surreale dell’accorpamento delle Camere di Commercio tra SR-RG-CT), mentre l’opinione pubblica assiste, tragicamente impotente, al fallimento dell’intera sua classe dirigente e istituzionale. Tra società e Istituzioni pubbliche si è aperto, rovinosamente, un solco profondo che rischia di non poter essere colmato con facilità. Accanto al peggioramento delle condizioni di vita di migliaia di persone, famiglie e cittadini, costanti indicatori statistici indicano un progressivo declassamento di Siracusa in termini di opportunità civili, qualità della vita, crisi produttiva, disoccupazione giovanile.

Il quadro generale dell’attività amministrativa è avvitato da qualche anno dentro l’orbita di una serie di inchieste giudiziarie, in un clima di veleni,  sospettosità e accuse reciproche tra contrapposti soggetti e figure del mondo politico cittadino, ponendo Siracusa in permanenza sotto le lenti di TV, mass media e organi di stampa nazionali, con un’immagine della città, ferita da uno spettacolo indecoroso che offende l’intera comunità. Attività politico-amministrativa e inchieste giudiziarie sembrano costituire negli ultimi tempi un binario intrecciato e inestricabile che sta soffocando il clima civile, alimentando un clima di sfiducia generalizzata dell’opinione pubblica verso la politica e le Istituzioni, col rischio di alimentare forme di apatia o di sterile ribellismo. Tutto ciò avviene, paradossalmente, mentre, nel corso degli ultimi  3-4 anni, il trend di straordinario interesse turistico-culturale (nazionale e internazionale) indica Siracusa e il suo distretto provinciale, come «un’area vasta», ricca di opportunità strategiche fondamentali che, se messe a sistema, sarebbero in grado di invertire la tendenza di questo degrado amministrativo-istituzionale.

Di fronte a queste ed altre potenzialità economiche e materiali, è evidente che l’attuale quadro politico-imprenditoriale-istituzionale è assolutamente lontano dal consentire un quadro «di sistema», che sia in grado di riportare la politica e il confronto politico dentro l’orbita di un legittimo antagonismo tra “parti” (partiti) che si contendono la guida della città, indicando soluzioni strategiche all’altezza dell’urgenza delle esigenze sociali. L’attuale fallimento della politica siracusana impone uno sforzo e uno scatto di volontà civico-sociale in grado di ricostruire il legame sociale, oltre e lontano da alcune tendenze dei tanti autoproclamati “Masaniello” del populismo locale, che si contendono la scena di uno scontro inconcludente.

Vanno ricreate le condizioni affinché la lotta politica, pur nel suo aspetto di «conflitto di idee politico-strategiche», tenga ferma l’esigenza di qualificare il «legame sociale» e assicurare la priorità del «Bene comune». Non possiamo non rilevare che è il PD a portare per intero la responsabilità dell’attuale degrado istituzionale, dal momento che un esasperato conflitto «a somma zero» corrode da anni le relazioni tra un’amministrazione comunale, diretta dal 2013 da un suo autorevole esponente, il Sindaco Garozzo, e il gruppo dirigente che guida il partito. Ma ciò che è peggio, entrambi – nel loro inconcludente, esasperato scontro politico-giudiziario – hanno precluso in questi anni che l’opinione pubblica fosse coinvolta sui temi decisivi del territorio (P.R.G., qualificazione urbana, tra Ortigia e resto della città; Turismo e cultura; Strategie sui Bandi dell’Unione europea 2014-2020; pulizia del territorio, qualificazione dei servizi, ecc.). Partendo da queste premesse, il Movimento «Siracusa verso Sinistra Italiana» intende aprire un percorso politico-culturale libero, aperto e inclusivo – senza alcuna pretesa di primogenitura o di esclusivismo o voler proporre orizzonti politici predefiniti o predeterminati –, auspicando che altri Movimenti, Associazioni, singoli cittadini, gruppi spontanei, intendano condividere un percorso comune, finalizzato a porre le basi per costruire insieme una piattaforma politica che corrisponda alle esigenze qui esposte.

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Un commento

  1. Questa ci mancava, ora si che siamo al completo.

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