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Siracusa. Politica & Poltrone: Italia solo al comando tra ammiccamenti, strategie, compromessi e strane alleanze

Siracusa. Al centro del dibattito politico lo scioglimento del consiglio comunale e le polemiche che infuriano sul futuro dell’amministrazione del Vermexio e della città. Il tentativo di screditare Enzo Vinciullo con la sovrapposizione di due differenti documenti diffuso da elementi della destra e della sinistra, apre nuovi scenari inediti nel futuro della politica siracusana.

Il retroscena della politica è meschino; un’ammucchiata multicolore si profila in un vortice di strategia assurda senza logica politica. Riunioni con la partecipazione a largo raggio che spaziano a destra e a sinistra: Garozzo, Cafeo, Bandiera, Messina, Gentile, Prestigiacomo, Verdi, Bianchi, Rossi, neri, infiltrati, pentiti, ruffiani e tanti illustri sconosciuti tra guerra e pace tentano di programmare il futuro, il proprio ovviamente, magari con la promessa di un posto nella Giunta Italia. Lo scioglimento del civico consesso ha una regia che a ventaglio appare piena di sussurri e grida, luci e ombre, ammiccamenti, ma rimane un fallimento per la democrazia in un momento delicato per la vita economica e sociale del territorio siracusano.

Partiti e movimenti aspettano l’udienza del 5 dicembre prossimo al Tar, considerato lo spartiacque, anche se nella destra non tira aria di unità, ma di guerra sotterranea, mentre a sinistra si studiano tattiche e colpi di mano con incontri segreti e pubblici in base alla convenienza e con il coltello in tasca.

L’invito del sindaco Italia per una nuova stagione politica con il coinvolgimento di parte dell’opposizione, destra o sinistra che sia, suona come il canto delle sirene che potrebbe alla fine avere una conclusione, poiché le prossime amministrative sono ancora troppo lontane; e si fa il nome di Ferdinando Messina in Giunta per uscire intanto dal pantano delle polemiche e della guerra in atto, ma l’elenco dei pretendenti è ancora lungo.

Nella lingua dei segni in politica tutto è scontato, ma niente è certo. Sembra essere ritornati nuovamente alla politicuccia delle poltrone e niente di più. Troppo spesso quello che s’intende con questa formula non è altro che il ritorno al passato. Anziché rimanere nostalgicamente impantanati in idee e strategie superate da una forte valenza di esclusione e confusione; si tratta oggi di pensare in modo radicalmente diverso la politica di classe, come sfondo altruista, comune, e non strettamente personale. Alla fine la sostanza rimane quella dell’interesse personale e di gruppo a ventaglio a partire dalle prossime candidature per finire agli appalti, progetti da approvare, contributi, sussidi, nomine nel sottogoverno, favori, posti di lavoro e tanto ancora.

Concetto Alota

 

 

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