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Siracusa, quelle valigie sospette a due passi dalla sede del Pd e la visita di Renzi stasera al Vasquez

La concomitanza del ritrovamento delle due valigie sospette a pochi passi dalla sede del Pd siracusano, fatti brillare dagli artificieri della polizia di Stato, con l’arrivo in città del premier Matteo Renzi, deve necessariamente destare i sospetti di un’azione dimostrativa, come di un probabile quanto possibile disturbo da parte di chi vuole alimentare la discordia della politica locale del Pd a Siracusa, ma anche di frange con la volontà di contrastare la politica del governo italiano, approfittando della presenza del massimo esponente dell’esecutivo nazionale, così come è successo in altre parti d’Italia.

Intanto, le forze di polizia, già allertate per la visita del presidente del consiglio nella convention sul referendum istituzionale al cine teatro Vasquez programmata per stasera, hanno, di fatto, predisposto il potenziamento dei presidi attorno al luogo dell’incontro. Ma gli elementi del sospetto reale di una possibile protesta plateale si è registrata sul social network da qualche giorno, sia attraverso i normali post visibili a tutti, così come sui “segreti” messaggi del Web. Si registra l’appuntamento sul possibile interessamento alla protesta stasera al Vasquez contro Renzi anche da parte dei gruppi “no veleni” e “no miasmi”, per mettere in evidenza il disinteresse della politica e delle istituzioni in generale contro l’inquinamento selvaggio che ormai ha raggiunto livelli davvero insopportabili, mentre è ormai cronico il silenzio generale sui morti per cancro e tumore nel triangolo industriale siracusano.

Dagli accertamenti è emerso che le valige contenevano solamente degli indumenti incautamente abbandonati dai proprietari; ma il dubbio è obbligato dal fatto che nessuno di solito ha mai lasciato vestiti o vettovaglie destinati a poveri e immigrati dentro dei contenitori chiusi, o peggio ancora all’interno di valigie.

La tesi pratica è confermata dalla teoria; Matteo Renzi è ormai contestato dappertutto. Tensioni e violenti scontri. Il premier è già da qualche tempo pesantemente contrastato da centri sociali e dagli antagonisti, dal popolo della sinistra. Sono tutti arrabbiati a causa del perdurare della crisi economica e per le riforme burla approvate dal governo, intonando sempre cori ad effetto contro il presidente del Consiglio. I manifestanti hanno il più delle volte cercato di oltrepassare il cordone delle forze dell’ordine che hanno risposto con cariche anche violente. Non si può negare che ogni volta che il presidente del Consiglio si muove l’ambiente diventa infuocato.

Anche a Catania in occasione della Festa dell’Unità, si è registrato con forza lo slogan “cacciamo Renzi”, dove la rabbia popolare si è concretizzata in una durissima contestazione al premier Renzi nella vicina Catania, dove tanti giovani, adulti e anziani inferociti hanno manifestato contro il Matteo nazionale. Oltre 600 persone si sono riunite e hanno sfilato in corteo mentre il premier parlava, scandendo slogan contro il governo, ma soprattutto, gridando quel deciso “cacciamo Renzi”, come risaltava sullo striscione che spalancava la strada al corteo. L’opposizione al governo Renzi è ormai diffusa, e non è detto che arriveranno a Siracusa stasera contestatori anche da altre località, oltre ai tanti siracusani che si sono già dati appuntamento davanti al cinema Vasquez stasera per protestare contro la politica del governo italiano, chiuso nella morsa dell’immigrazione e dei capricci dell’Europa.

Concetto Alota

 

 

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