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Siracusa ricorda l’attore teatrale Salvo Randone

A 30 anni dalla sua scomparsa, Siracusa si appresta a celebrare Salvo Randone, uno dei suoi figli più illustri ed uno dei più grandi talenti del teatro italiano. Tre gli eventi in programma all’Antico Mercato, due spettacoli con la presenza di altrettanti grandi personaggi del panorama culturale italiano, Davide Enia e Pietrangelo Buttafuoco; ed un importante convegno con la testimonianza di Tuccio Musumeci.

“La Città non dimentica il suo più grande attore, interprete indimenticabile al quale, a 30 anni dalla sua morte, dedichiamo un importante convegno e due grandi eventi teatrali. Ma troveremo altre forme adeguate a un ricordo permanente del nostro concittadino”: lo dichiarano il sindaco Francesco Italia e l’assessore alla Cultura Fabio Granata, presentando le iniziative dedicate a Randone che cominceranno domani, giovedì 9, alle 21, con lo spettacolo “Maggio ’43” di e con Davide Enia. E’ la narrazione della violenza del bombardamento della seconda guerra mondiale che provocò, in meno di venti minuti, la distruzione di gran parte del centro storico di Palermo e più di 1.500 vittime.
Secondo appuntamento con il convegno che si terrà sabato 11, alle 18. Previsti gli interventi diOrazio Torrisi, regista e produttore teatrale “Omaggio ad un Grande Attore al di sopra di ogni sospetto”; di Fabio Granata, assessore alla Cultura del Comune, su “Salvo Randone e Siracusa”; di Giovanna Caggegi, giornalista e critico teatrale che tratterà il tema “Classicità e contemporaneità nell’arte di Salvo Randone”: di Maria Lombardo, giornalista e critico cinematografico, su “Ambigui ed inquieti nel cinema di Randone”; e di Manuel Giliberti, regista e scrittore, “Le parole del silenzio: ricordi ed immagini per Salvo Randone”. Toccherà a Tuccio Musumeci, con una sua testimonianza, ricordare la figura del grande attore.

Ultimo appuntamento giovedì 16 settembre, alle 21, con lo spettacolo “Il lupo e la luna. Un cunto di parole rivelate” di e con Petrangelo Buttafuoco, con adattamento e regia di Giuseppe Dipasquale. Racconta la storia di Scipione Cicalazadè, messinese, rapito dai pirati all’età di dodici anni e donato al Sultano. Educato alla sua corte, si converte alla fede musulmana, diventando un soldato spietato e valorosissimo tanto da essere nominato Gran Visir. Scipione è indomabile ed imbattibile, ma il suo cuore è però segretamente minato dal dolore del ritorno: la nostalgia della sua terra, di sua madre. Cui si aggiunge l’amore per Selene.

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