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Siracusa, sentenza del Tar: fioccano i ricorsi al Cga

Fioccano i ricorsi al consiglio di giustizia amministrativa. Il sindaco destituito Francesco Italia ha chiesto l’applicazione di un decreto inaudita altera parte per la sospensione della sentenza del Tar. I legali di Italia ipotizzano una sospensione cautelativa senza contraddittorio perché sostengono che la sentenza rischi di provocare un danno grave e irrimediabile. All’appello di Italia si contrappone quello incidentale proposto dal legale di Ezechia Paolo Reale che ritiene infondato il ricorso principale perché il vuoto amministrativo è colmato dalla presenza del commissario. Non solo, per l’avvocato Catalioto, la sentenza del Tar è restrittiva rispetto alla diffusione delle irregolarità. Ciò significa che si sarebbero dovute annullare le operazioni di voto in almeno altre 10 sezioni. Soprattutto nella sezione 82 dove su 450 votanti sono stati conteggiati appena 39 voti. Siccome non mancano schede autenticate, il Tar ha deciso di non procedere per quella così come per altre due sezioni la cui situazione era identica.

Con il profilarsi dei ricorsi al Cga, la prospettiva è quella di un allungamento dei tempi delle elezioni nelle nove sezioni in cui il Tar ha sancito che si debba tornare al voto. Se inizialmente la prospettiva era quella di una tornata elettorale prevista per maggio o giugno, c’è il rischio che, si possa spostare tutto in autunno del prossimo anno.

L’avvocato Ezechia Paolo Reale è convinto che la sua azione fosse necessaria perché “Il quadro delle irregolarità era devastante”. Reale si dice deluso da quegli intellettuali i cui limiti di coscienza scompaiono, minimizzando e persino ridicolizzando il fatto che l’annullamento del voto riguardi il 7% degli aventi diritto. 9 sezioni, ribatte Reale, significano 6800 elettori. Se considerate che mi occorrevano meno di 2mila per essere eletto al primo turno anche quel 7% non è ininfluente.

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