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Siracusa, sicurezza nelle banche, vertice in Prefettura

Il prefetto di Siracusa, Armando Gradone, ha convocato per il 28 ottobre prossimo la riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per affrontare il nodo della recrudescenza delle rapine e i bassi sistemi di sicurezza che molti istituti di credito attivano a tutela del personale dipendente e dei clienti. Il massimo rappresentante del governo nella nostra provincia ha accolto la specifica richiesta avanzata all’inizio del mese di settembre scorso dalla Fabi, la federazione autonoma dei bancari. Oltre ai rappresentanti di tutte le sigle sindacali di categoria, il prefetto Gradone ha invitato a partecipare anche l’associazione delle banche italiane.

“Manifestiamo compiacimento al Prefetto per il sollecito accoglimento della nostra richiesta – afferma il segretario provinciale della Fabi, Gaetano Motta – Ci sarà finalmente un tavolo di confronto con l’Abi sui sistemi di sicurezza adottati nelle banche che operano in provincia. Mostriamo, infatti, una seria preoccupazione per la recente escalation di eventi criminosi ai danni delle aziende di credito”. La preoccupazione ha fondamento in una serie di episodi di criminalità diffusa, avvenuti dalla fine di giugno fino alla fine di agosto scorso, ai danni di alcuni istituti di credito che operano sul territorio. La Fabi ritiene non più differibile l’incremento delle misure di prevenzione e di protezione passiva, realizzate con l’ausilio delle più moderne tecnologie, integrandole con il ripristino, nelle filiali più a rischio, della tradizionale sorveglianza armata, ormai quasi del tutto scomparsa.

La Fabi ha chiesto al prefetto Gradone di rivedere il protocollo d’intesa, sottoscritto qualche anno fa dall’associazione dei banchieri, per l’attivazione dei dispositivi di sicurezza. “Bisogna ripartire da quell’intesa – dice il coordinatore provinciale della Fabi – anche se obsoleta, per rivedere alcune questioni che per noi diventano basilari ai fini della garanzia di sicurezza. Proporremo di adottare il servizio di guardiania in quelle banche periferiche, che insistono nelle zone particolarmente esposte alla criminalità oppure nelle aree con facile via di fuga”.

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