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Siracusa, soldi per evitare controlli amministrativi: condannati due poliziotti

Concussione per induzione, con quest’accusa sono stati condannati due poliziotti che erano in servizio alla Questura di Siracusa. La sentenza è stata emessa nel primo pomeriggio di ieri dal tribunale penale (presidente Giuseppina Storaci a latere Anna Pappalardo e Livia Rollo), che ha inflitto 5 anni ciascuno a carico dell’ispettore Vincenzo Rotondo e dell’assistente capo Sergio Sinatra.

Il tribunale ha accolto la tesi del pm Antonio Nicastro, che, chiudendo la requisitoria, ha sollecitato la condanna a 7 anni per Rotondo e a 4 anni e 3 mesi per Sinatra. La vicenda è emersa nel 2011 a seguito di un’inchiesta della Procura aretusea su un gruppo di poliziotti che avrebbero percepito soldi dagli organizzatori di feste danzanti per evitare i controlli amministrativi. Il rappresentante della pubblica accusa ha ripercorso le fasi salienti dell’istruttoria dibattimentale riportando le dichiarazioni rese in sede di indagini dagli imprenditori che avrebbero avuto contatti con i due agenti di polizia. Al centro dell’inchiesta una serie di feste organizzate in noti locali pubblici della città e di Fontane Bianche dal 2009 al 2011per le quali i due imputati avrebbero percepito da 100 a 150 euro ciascuno per garantire la loro presenza durante tutta la manifestazione, in modo che tutto scorresse liscio e che ci fosse quella che il pm Nicastro ha definito “un’immunità ai controlli di pubblica sicurezza”.

Di diverso avviso la difesa dei due agenti. L’avv. Lucio Leone, che difende Sinatra, nella sua arringa ha rimarcato il fatto che non potesse esservi alcuna induzione perché il servizio, svolto in orari fuori dal servizio dai due poliziotti, era stato sempre richiesto dagli imprenditori. Nel chiedere l’assoluzione per il suo assistito, l’avv. Leone ha rilevato come dalle testimonianze in aula Non si evince alcuna condotta induttiva. L’avv. Sebastiano Troia ha anche rimarcato come la presenza dei due agenti liberi dal servizio, costituisse un deterrente per malviventi e malintenzionati. Entrambi i legali hanno preannunciato di volere ricorrere in appello non prima di avere letto le motivazioni della sentenza.

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