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Siracusa, truffa ai danni dell’Inpdap: reato prescritto per 18 imputati

S’è chiuso anzitempo con un verdetto di non luogo a procedere per sopraggiunta prescrizione, il processo a carico di un funzionario dell’Inpdap di Siracusa, che doveva rispondere del reato di corruzione, e di altri diciassette pensionati che erano accusati di truffa ai danni dell’istituto di previdenza. La sentenza è stata emessa dal tribunale penale di Siracusa. I giudici hanno accolto la specifica richiesta avanzata dal pubblico ministero Antonio Nicastro, il quale ha bloccato l’istruttoria dibattimentale facendo rilevare che per tutti i reati oggetto della contestazione, erano scaduti i termini e che quindi andavano considerati prescritti.

Hanno beneficiato della sentenza di non luogo a procedere Salvatore Malignaggi, funzionario dell’Inpdap, e gli altri imputati Liliana Franza Agosta, Maddalena Arceri, Carmela Amenta, Rita Amatore, Giuseppina Midolo, Maria Anna Avveduto, Antonina Di Mare, Assunta Gallaro, Paolina Barrile, Maria Broggi, Anna Maria Bianchini, Itria Gallo, Elena Leone, Carmela Oleandro, Rita Pane, Luigina Ricci Bitti, Rosina Sciaraffa.

L’operazione era stata portata a termine dagli agenti della polizia municipale in servizio presso la polizia giudiziaria della Procura di Siracusa. Abbraccia un arco temporale dal 2005 al 2006 e ruota attorno all’elargizioni di aumento degli importi delle pensioni, che a giudizio della magistratura siracusana erano illegittimi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il perno delle operazioni era Malignaggi, il quale, in qualità di funzionario dell’Inpdap avrebbe istruito le pratiche per aumentare gli importi delle pensioni sostenendo esservi i titoli per ottenere anche gli arretrati. A fronte di questi favori, Malignaggi avrebbe chiesto delle piccole somme di denaro dalle persone interessate, poi a loro

volta finite sott’inchiesta e processate. In una circostanza, Malignag-gi avrebbe prospettato a una pensionata lungaggini burocratiche qua-lora non avesse ceduto alle richieste di dazione di denaro. In questa circostanza, la Procura ha ipotizzato nei suoi confronti il reato di concussione, Nel corso del processo, però, tale capo d’imputazione è stato derubricato in corruzione, per cui è scattata la prescrizione del reato.

 

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