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Siracusa, venerdì la proiezione del documentario “Elio è di tutti”

Sarà proiettato venerdì 9 Settembre alle 21 a Piazza Minerva in Ortigia, il documentario dal titolo “Elio è di tutti”, per la regia di Vittorio Muscia. L’evento avviene nell’ambito del Premio Vittorini. Qui di seguito la nota dell’autore.

Elio Vittorini è stato uno dei più importanti scrittori del ‘900. Nato a Siracusa nel 1908, ancora
giovanissimo, sposò Rosina Quasimodo, sorella del poeta. Da Siracusa si trasferì prima a Gorizia,
poi a Firenze e in ultimo a Milano dove iniziò a collaborare con i maggiori editori italiani: Einaudi,
Mondadori e Bompiani. Era uno spirito critico e un animo ribelle, contrario alle imposizioni. Per Vittorini, lo scrittore non è detentore della verità assoluta, ma presenta, soltanto, una sua
verità. Si dissociò dal fascismo, nel ’36, quando l’Italia scese in campo a fianco dei franchisti nella guerra
civile di Spagna. Non poteva accettare la decisione del governo italiano di andare in aiuto di un
movimento nel quale lui vedeva una espressione dittatoriale che mirava solo a difendere la
violenza del privilegio nei confronti dei più deboli.
Si avvicinò, pertanto, a quell’area culturale che veniva definita “fascismo di sinistra” e, qualche
anno dopo, partecipò alla Resistenza contro il nazi-fascismo consolidando i suoi rapporti con il
Partito Comunista, che sostenne la sua iniziativa editoriale di un settimanale “Il Politecnico”, volto
ad affermare una nuova cultura.
Dopo pochi anni, Vittorini ebbe – però- uno scambio epistolare di rottura con Togliatti il quale
chiedeva un maggiore sostegno del settimanale alla politica del partito affermando che il giornale
non riusciva a portare avanti un reale approfondimento culturale su certi temi.
A questa posizione di Togliatti, Vittorini rispose che non sarebbe mai stato il pifferaio della
rivoluzione. La cultura e la politica devono percorrere strade diverse e la cultura, in modo
particolare, deve essere libera di ricercare e scoprire nuove verità, di operare al di fuori da ogni
recinto tattico e di strategia.
“ Il diritto di parlare, da parte dello scrittore deriva non perché lui possiede la verità ma in quanto
va alla ricerca della verità ”.
Lo scambio epistolare con Togliatti, pubblicato sul settimanale, decretò la fine della
collaborazione con il partito comunista e la chiusura del giornale. Vittorini non era- certamente- un uomo propenso al compromesso. Su certi principi e, soprattutto, sulla necessità di garantire la necessaria libertà di pensiero agli uomini di cultura non accettava deroghe. La libertà è necessaria come il respiro.
Questo documentario non ha la pretesa di essere un saggio letterario sull’opera dello scrittore, ma
vuole, soprattutto, scoprire l’uomo, il marito, il padre attraverso il racconto dei suoi familiari: il
figlio Demetrio, il nipote Stefano, il nipote della prima moglie Rosina, Alessandro Quasimodo, e la
figlia di uno dei suoi più cari amici, Anna Steiner.
Aprire la porta di casa Vittorini, ci mette in condizione di guardare da una prospettiva diversa
l’animo dello scrittore e di intuire meglio il titolo di questo documentario “Elio è di tutti”, frase
scritta un’ora dopo la morte dello scrittore, su un disegno fatto dal suo amico e collaboratore in
tante iniziative editoriali Albe Steiner.
“Elio è di tutti “ ci invita a ricordare che il pensiero di Vittorini va tenuto in considerazione da
parte di tutti, a qualunque parte politica facciano riferimento “. I giovani dovrebbero tenere sempre bene a mente il suo pensiero: “la libertà dell’uomo di cultura non può mai essere merce di scambio”.
Lo scrittore deve aspirare ad affermare “una cultura che non sia solo un impegno accademico ma
che sia un apporto concreto alle esigenze vitali dell’uomo, che lo protegga dalle sofferenze e che
non si limiti solo a consolarlo”. La nuova cultura deve aiutare l’uomo ad eliminare lo sfruttamento e la schiavitù.

Vittorio Muscia

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