Google+
Ultime Notizie

 “Sistema Siracusa”, ecco i nomi: giudici, politici, colletti bianchi e facilitatori, la Procura di Roma chiude le indagini 

Si chiude il cerchio attorno ai tanti fascicoli d’inchiesta del “Sistema Siracusa” e i dintorni ramificato in lungo e in largo per tutto il mondo. La Procura di Roma chiude le indagini nell’ambito del procedimento penale n 44630/16 della Procura di Roma in cui sono denunciati un cospicuo numero di persone in capo all’articolo 416 del codice penale associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale, per aver partecipato all’associazione promossa e organizzata da Fabrizio Centofanti, socio di Umberto Croppi, assessore alla Cultura della sindacatura di Gianni Alemanno, e Piero Amara, nei confronti del quale si procede separatamente, “allo scopo di commettere più delitti di frode fiscale, mediante l’impiego di plurime compagini societarie riconducibili ai predetti Fabrizio Centofanti e Piero Amara”, Sebastiano Miano, a capo della Gilda, Andrea Pisaturo, Paolo Baratta, Carlo Lena, legale rappresentante della Gilda, Alessandro Ferraro, uomo di fiducia di Amara e Calafiore, Luigi Coculo e Umberto Croppi, con l’imputazione dell’articolo 416 c.p. associazione finalizzata all’evasione fiscale, poi per ogni indagato ci sono i reati fine, tranne che per Ferraro, per un totale di 18 persone con diversi capi d’imputazione.

E Ancora: Maria Signorelli, Luigi Esposito, Antonio Marotta, ex deputato di Udc, Ncd e Ap ed ex membro del Csm, Raffaele Pizza, fratello di Giuseppe, ex sottosegretario. Marco Salonia, titolare della Investiment Eleven Ltd di Malta, Davide Venezia, sospettato da Pm di essere prestanome di Calafiore, scarcerato da poco, Ezio Bigotti, vecchia conoscenza finito pure nell’inchiesta Consip, Riccardo Virgilio, ex presidente del Consiglio di Stato e del Cga siciliano, i Pm lo ritengono responsabile di aver pilotato 18 tra sentenze, ordinanze e decreti in modo da favorire le società di Amara e Calafiore. Attraverso la Investment Eleven Ltd, società maltese di cui risulta titolare Salonia, Virgilio -secondo l’accusa – “nasconde” 750mila euro transitati da un conto svizzero. Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, Emanuele Barone Ricciardelli, funzionario del Ministero dell’Economia. Dunque, si va verso la definizione e i chiarimenti dei tanti fascicoli d’indagine che hanno riempito i tavoli delle procure d’Italia di quello che è stato definito il “Sistema Siracusa”.

Da questo procedimento partono tutti gli stralci, imputati principali, Piero Amara e Giuseppe Calafiore, più leggero il ruolo di quest’ultimo la cui posizione è stata stralciata perché entrambi collaboranti di giustizia. Stessa cosa in altri tronconi in cui i due legali sono indagati a vario titolo; filoni dei fascicoli d’inchiesta per falso, evasione fiscale, corruzione e tanto altro, dove sono indagati, avvocati, facilitatori, amministrativisti tra i più importanti di Roma in cui c’è anche un Siracusano, magistrati, giudici amministrativi e ordinari; per questi ultimi le posizioni saranno stralciate e trasmesse a Perugia per competenza territoriale.

Non sono riportati nel provvedimento di chiusura delle indagini i nomi di Amara e Calafiore, mentre per giudici e magistrati la posizione passa, come detto, alla competenza di Perugia; ma l’unico senza reato fine, salvo ulteriori dichiarazioni rese dai collaboranti, appare quello di Alessandro Ferraro, gli viene contestato il reato ma non è specificato che tipo di reato e i dintorni accusatori, come un quasi e un poi vediamo che succede. La posizioni delicata si presenterebbero per Davide Venezia, amministratore di diritto delle società di Calafiore già sottoposto a misura da Messina; per Carlo Lena amministratore di diritto delle società di Amara da dove avrebbero prelevato i contanti per le corruzioni. Per Sebastiano Miano amministratore di diritto delle società di Amara, avrebbero tra le altre cose evaso Iva e fatte dichiarazioni Iva e di reddito mendaci e fatturazioni per operazioni inesistenti.

Un filone d’inchiesta della Procura di Roma che arriva fino a Siracusa e che si sviluppa su evasione fiscale e frode, dove sono coinvolti tanti imprenditori siracusani. Il procuratore aggiunto Paolo Ielo e i Pm Stefano Fava, Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini, hanno verificato i flussi finanziari che riguardano le società segnalate dall’Uif, l’unità d’informazione finanziaria, l’autorità incaricata di acquisire i flussi finanziari e le informazioni che si riferiscono a ipotesi di riciclaggio attraverso le segnalazioni di operazioni sospette. La guardia di finanza in quei giorni ha eseguito settanta perquisizioni nelle province di Roma, Siracusa, Catania, Messina, Torino Firenze, Ravenna, Milano, Varese e Trento. Nella ramificazione siracusana della duplice inchiesta della Procura di Roma oltre a evasione e corruzione ci sono diverse ipotesi di reato. Nel territorio siracusano ha acquisito una copiosa documentazione dagli studi legali e abitazioni nella provincia di Siracusa, così come anche in quelli di Roma, di due professionisti che riguardano aziende e società finite nel mirino della magistratura romana e che hanno eletto domicilio legale all’indirizzo dei due avvocati siracusani.

Verifica tributaria che comincia sulla base dei flussi in cui risultava esistere a livello di fumus commissi delicti, nell’esistenza d’ipotesi associativa. “L’ipotesi corruttiva è strutturata sul nesso esistente”. Le perquisizioni, quindi, mirano a individuare la documentazione e gli elementi probatori tesi a verificare la natura dei rapporti tra gli indagati, la destinazione delle somme e la loro finalità. Il primo decreto di perquisizione fu notificato, tra gli altri, agli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore ma anche ad altri siracusani finiti nella maxi inchiesta della Procura capitolina rimangono indagati un numero indefinito di persone a vario titolo, per associazione per delinquere e reati tributari (dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) nei confronti di numerose società per un ammontare complessivo d’affari di circa 19 milioni di euro in un primo momento, ma gli ultimi sviluppi sulle somme finali, le new entry e gli usciti dall’inchiesta si sapranno alla fine del percorso giudiziario.

Durante i riscontri degli investigatori, sotto la lente d’ingrandimento delle fiamme gialle un cospicuo numero di fatture emesse dal 2012 e 2013 dalla Da.gi srl, con sede legale a Martina Franca, sede di fatto a Roma ma stabilimento ad Augusta, della quale l’avvocato Piero Amara è l’amministratore di fatto. La Procura di Roma sostiene esservi “un gruppo di società tutte riconducibili all’Amara”: Da.gi, Gi.da, P&G corporate, Entropia Energy, Teletouch, Chirone, Eratostene, Salmeri e Parmenide.

La Procura di Roma ha delegato a suo tempo per l’esecuzione del provvedimento di perquisizione e il sequestro di atti e il Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, Gico, con facoltà di sub-delega, per fatture che riguardino operazioni inesistenti, “al fine di consentire ai destinatari l’evasione delle imposte”. Tra le società per le quali sono state elevate fatture, anche la Cisma Ambiente spa, la società che gestisce la discarica di Melilli, di recente finita nell’occhio del ciclone per la recente inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catania; filone sulle tematiche delle discariche insistenti nel territorio siracusano e ciclo dei rifiuti sia industriali sia solidi urbani in cui sta indagando a fondo anche la Procura di Siracusa.

Nella stessa scia giudiziaria, a conclusione d’indagini delegate, il Procuratore della Repubblica di Siracusa, dott. Francesco Paolo Giordano, ha emesso nell’aprile del 2017 nei confronti dell’amministratore della Cayenne Srl, Diego Calafiore, di Floridia, avviso di chiusura delle indagini preliminari e informazione di garanzia per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti nei periodi d’imposta 2012 e 2013, per un importo di circa 90.000 euro. Attività della Guardia di Finanza che si pone a tutela della sana imprenditoria al fine di prevenire e reprimere ogni condotta illecita che possa danneggiare il sistema economico e l’affermazione del principio di equità fiscale.

Concetto Alota

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*