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Società & Cultura a Siracusa. L’antica libreria Diana, punto di riferimento per intellettuali e studenti

“Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. Così osserva il sommo poeta. E per rimanere nella nostra Siracusa, a proposito di cultura e i dintorni, con tanto rimpianto per quel lavoro quotidiano nella sua libreria chiamata Diana in cui ha vissuto buona parte della sua vita, è andato in pensione. E non senza nostalgia, ma anche con tanti bei ricordi. Corrado Germano, storico proprietario dell’antica libreria Diana di Corso Gelone a Siracusa, punto di riferimento per intere generazioni d’intellettuali e studenti. Amava il suo lavoro che con passione curava nei minimi particolari sia nella vendita sia nella ricerca meticolosa di libri peculiari e opere letterarie. Se cercavi un volume, un libro, un manuale o un trattato particolare, era lì, da Corrado, come lo chiamavano clienti e amici, che lo trovavi. Vanto e orgoglio di Corrado Germano e della moglie, la libreria Diana è stata meta di tantissimi famosi scrittori, sociologi, filosofi, editori e autori; punto di riferimento fisso d’intellettuali tra i quali Leonardo Sciascia con la moglie nel 1988, il banchiere Enrico Cuccia e Vittorio Sgarbi che ogni volta che arrivava in Sicilia faceva una visita a Siracusa che ama tanto e all’amico Corrado. L’unico dispiacere il vecchio logo cambiato e un articolo pubblicato su una testata on-line poco tempo fa in cui sul titolo è stata riportata la frase: “La libreria Diana di Corso Gelone rinasce…”. “Rinasce vuol dire qualcosa che prima era morta”. Corrado Germano replica che non ha ceduto il suo “gioiello” per la crisi delle vendite, come si potrebbe pensare leggendo l’articolo, ma per motivi personali, mentre era in auge nel settore. E con orgoglio rivendica che a, dimostrazione del buon andamento commerciale, nella libreria lavorano ben 6 persone”.

Tra gli scaffali di quell’antica libreria, trovavi spesso professori e intellettuali, ricercatori e tanti politici siracusani in cerca di qualcosa di diverso, nuovo, rivoluzionario. Uno dei più accaniti era il professor Nino Consiglio; intellettuale stimato, professore eccellente che andava sempre in giro con un fascio di giornali sottobraccio. Era un frequentatore della libreria Diana di Corso Gelone. “Amava girare tra le pile di libri esposti per cercare qualcosa di particolare, e alla fine non usciva mai senza aver acquistato qualcosa da leggere”. Così ricorda Nino Consiglio Corrado Germano. Nino Consiglio la domenica mattina s’incontrava davanti alla libreria Diana con Turi Raiti in quale all’appuntamento trovava sempre Nino Consiglio a scrutare tra i libri esposti in vetrina. Un luogo fisso in cui parlavano e passeggiavano su e giù per Corso Gelone per ore parlando di politica in continuazione. Ricorda con tanto rispetto e stima Corrado Germano Nino Consiglio, definendolo come “uno che considerava la cultura, il suo grande amore”. In parte sacrificata per seguire la politica che gli è stata madre e matrigna. Leggeva di tutto. La scrittura dei libri da lui divorata era sottolineata, appuntata e, molto spesso, al loro interno si trovano le critiche letterarie dei grandi quotidiani nazionali. Amava leggeva. Per Turi Raiti, noto politico della vecchia guardia, il suo grande amico e maestro Nino Consiglio, “ha rappresentato un punto fermo per intere generazioni di attivisti politici e studenti, che prendevano spunto dalle sue riflessioni che trasferivano nell’azione quotidiana. Oggi occorre ricominciare proprio da quell’esempio”.

C.A.

 

 

 

 

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