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Società: la lotta tra gli uomini per il possesso del denaro che distrugge l’anima

Viviamo schiavi del denaro. Possedere tanto denaro diventa potere nell’animo, anche se materialmente la cosa non è proprio così, ma ti aiuta a vivere nella società dei consumi, dove le cose sono diventate più importante degli esseri umani. È come la differenza dell’essere e dell’apparire. L’impulso del possedere ogni cosa è ormai dilagato in grandissima parte della nostra società moderna. La nostra cultura è fondata sulla competizione per accumulare ricchezza e potere; la stessa storia occidentale è la storia della violenza per saccheggiare il prossimo.

Tutto questo diventa esclusivamente appannaggio di lontane civiltà bellicose, ma va osservato anche nella nostra cultura la smania di possedere è ben descritta per la “roba”.
La meschinità da sempre è considerata un male, un vizio capitale. Più che un male della personalità è un male dell’anima, un’incapacità di ampio respiro da parte della individualità. Il cuore dello spilorcio è freddo e difficilmente può essere sgelato dagli eventi della vita, i quali sono affrontati esclusivamente attraverso una loro contabilizzazione in termini solamente economici.
Il miserabile è una figura ormai consolidata della cultura. Ma sarebbe ingenuo cercare di individuare questi personaggi nella società di oggi. La paura ci suggerisce che il denaro non va speso perché il suo potere risiede nella sua potenzialità inespressa, in ciò che potrebbe fare ma che invece non va fatto perché in questo caso il suo potere svanirebbe. Il denaro già speso ha perduto il suo potere di acquisto.
IL vivere bene è invece facilitato dal conoscere se stessi, dal sviluppare la propria creatività, dal pensiero cooperativo, dalla capacità di vivere nella coralità. Gli stessi eroi della mitologia e delle religioni sono individui che abbandonano i loro possessi, che si distaccano dalla vita materiale, per conquistare beni spirituali da condividere nella collettività. Solo in questo modo la vita è profondamente ricca, di una ricchezza fondata sulla gratitudine di poter crescere, espandersi, dare, trascendere il proprio egocentrismo, vincere efficacemente le proprie paure, amare gli altri come se stessi. Dice Buddha: “L’uomo soffre al pensiero di possedere le cose”. Io dico: Soffre di più al pensiero di perderli.

Concetto Alota

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