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Sortino, fucilata a casa della vigilessa: una condanna

Si è conclusa con la condanna di una persona e l’assoluzione di altre due, la vicenda giudiziaria scaturita dalle fucilate esplose otto anni addietro alle porte d’ingresso delle abitazioni di una commerciante e di una vigilessa urbana di Sortino. Il giudice monocratico del Tribunale di Siracusa, Carmen Scapellato, ha inflitto la condanna a un anno di reclusione, oltre al risarcimento dei danni a favore delle parti civili costituite, a carico del ventinovenne Sebastiano Gurciullo, ritenuto l’esecutore materiale del danneggiamento, mentre per questi due episodi ha assolto gli altri due imputati, il trentatreenne Luca Canfora e il quarantanovenne Innocenzio Pandolfo per non avere commesso il fatto. Pandolfo era considerato in un primo momento, il mandate degli atti intimidatori, ma dall’istruttoria dibattimentale non è emersa alcuna sua responsabilità. Lo stesso Pandolfo ha, però, rimediato la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione, per il traffico di sostanze stupefacenti, che gli era stato contestato al momento dell’arresto ad opera dei carabinieri della stazione di Sortino.

La vicenda risale al 2007 e trae origine da una multa che la vigilessa che si è costituita parte civile, aveva elevato a una donna per la violazione del codice della strada. Anziché pagare, la donna pensò bene di prendere la scorciatoia e di rivolgersi a persone che avrebbero potuto fare pressioni per annullare la sanzione. Ma la vigilessa, ligia al proprio dovere, non ne avrebbe voluto sapere di annullare la multa per cui l’utente è stata costretta a pagarla.

Sembrava tutto finito lì, quando nel cuore della notte del 5 febbraio 2007 il piccolo centro sui monti iblei è stato scosso da due spari. Una fucilata fu esplosa all’indirizzo del portone d’ingresso dell’abitazione della titolare di un negozio, un’altra contro la porta dell’agente di polizia municipale.  Le indagini da parte dei militari dell’Arma si sono concentrate sulla vettura, utilizzata dagli attentatori per esplodere i colpi di fucile da caccia. Le indagini si sono protratte fino al novembre di quell’anno, quando i carabinieri consegnarono alla Procura della Repubblica di Siracusa una dettagliata informativa sui fatti e sui presunti responsabili degli attentati.

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