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Storia. La IV Crociata. Il sacco di Costantinopoli 9, 13 Aprile dell’anno 1204SiracusaLive | SRlive.it
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Storia. La IV Crociata. Il sacco di Costantinopoli 9, 13 Aprile dell’anno 1204

a cura di Giovanni Intravaia

Storia. Il 4 maggio 2001, Giovanni Paolo II, in Grecia per incontrare l’arcivescovo ortodosso Christodoulos, chiede perdono agli ortodossi per il saccheggio di Costantinopoli avvenuto nell’anno   1204.

La Religione ortodossa è la denominazione assunta dalla chiesa cristiana d’oriente in contrapposizione alla chiesa cattolica romana, dopo lo scisma del 1054 . Si tratta di un complesso di chiese accomunate dall’accettazione delle deliberazioni dei concili di Nicea, Efeso e Calcedonia e dal rifiuto di riconoscere il primato e l’infallibilità del papa.

La IV Crociata venne bandita nel 1202 dal papa Innocenzo III. Gran parte dei nobili francesi risposero all’appello (Bonifacio II di Monferrato e Baldovino IX di Fiandra ed altri). Per ottenere da Venezia le navi, i Crociati la aiutano nella conquista di Zara. La spedizione, che avrebbe dovuto avere per meta l’Egitto, viene deviata verso l’Impero Bizantino per fornire aiuto all’imperatore di Costantinopoli, Isacco Angelo, che ha promesso grandi ricompense e la riunione delle due chiese cristiane. Nel 1203 Costantinopoli viene conquistata e l’imperatore Isacco rimesso sul trono. Ma i Crociati non ottengono quanto stabilito perché il tesoro della capitale è vuoto, il patriarca e il popolo si rifiutano di riconoscere il papa come capo della chiesa universale e non vogliono concedere privilegi ai Crociati e ai veneziani. Per queste ragioni la popolazione insorge uccidendo l’imperatore.

I Crociati decidono di vendicarsi. Nel 1204 avviene il saccheggio di Costantinopoli: i Crociati irrompono nella città e per tre giorni la saccheggiano orrendamente, proclamando l’Impero Latino d’Oriente e dimenticandosi della spedizione contro Gerusalemme.

L’Impero Latino crolla nel 1261, sotto l’urto dei bulgari, albanesi e bizantini, aiutati dai genovesi, che temevano la presenza veneziana nei Balcani. Bisanzio sopravviverà per altri 200 anni, ma non tornerà più al suo antico splendore.

Il Papa chiede perdono agli ortodossi

Mea culpa del Pontefice nell’incontro con l’arcivescovo Christodoulos per gli episodi che portarono allo Scisma  La visita del Papa in Grecia fu sicuramente una delle meno facili per Giovanni Paolo II. Dopo l’arrivo ad Atene, il Pontefice ha incontrato l’arcivescovo ortodosso Christodoulos, offrendogli un « mea culpa » per il sacco di Costantinopoli del 1204. Un episodio lontano nel tempo ma ancora «vivo» per la maggior parte degli ortodossi: è uno dei motivi principali di lontananza dalla Chiesa di Roma.

Discorso pesato, quello del Papa, che ha ricordato Atenagora, massima autorità dell’Ortodossia, che nel 1965, fu autore, insieme a Paolo VI, del gesto con cui furono anche tolte le reciproche scomuniche lanciate al tempo dello scisma del 1054.

FERITE APERTE – «Penso al saccheggio disastroso della città imperiale di Costantinopoli. È tragico che i saccheggiatori che avevano stabilito di garantire ai cristiani libero accesso alla Terra Santa, si siano poi rivoltati contro i propri fratelli nella fede. Il fatto che fossero cristiani latini riempie i cattolici di profondo rincrescimento».

Il primate di Grecia arcivescovo Christodoulos ha esternato al ‘Santo Papa di Roma’ (così l’ha chiamato) le “ferite traumatiche e le amarezze che il popolo greco ha vissuto più intensamente di altri popoli ortodossi”.

“Queste ferite – ha detto – rimangono aperte nella sua coscienza ecclesiastica e nella coscienza nazionale, dalla mania catastrofica dei Crociati durante il sacco di Costantinopoli del 1204″

“Finora – ha spiegato Christodoulos al Papa – non si è sentita una sola parola di scusa, ma ciò che è importante è il fatto che aspettiamo da Voi una parola coraggiosa, una parola di un vescovo cristiano che si rivolga ai nostri cuori, per mettere una pietra di fondamento su cui si edificherà la comprensione e lo scusarsi”.

E immediata è stata la replica di Giovanni Paolo II che ha ricordato “il saccheggio disastroso” di Costantinopoli definito ‘mysterium iniquitatis’ (mistero d’iniquità, in quanto perpetrato da “cristiani contro i propri fratelli nella fede”).

Il Papa ha chiesto perdono per la quarta Crociata, quella del 1204 a Costantinopoli come gli ortodossi avevano chiesto a gran voce che facesse in occasione della sua visita ad Atene.

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