Strage di Casteldaccia, sei indagati per omicidio colposo
La Procura della Repubblica di Termini Imerese ha chiuso la fase delle indagini preliminari sulla “strage” sul lavoro del 6 maggio 2024 a Casteldaccia, in cui persero la vita i cinque operai Epifanio Alsazia, Giuseppe La Barbera, Ignazio Giordano, Giuseppe Miraglia e Roberto Ranieri. Le vittime morirono in pochi istanti all’interno di una vasca di raccolta dei liquami mentre tentavano di eliminare un’ostruzione. Dopo mesi di accertamenti, i pubblici ministeri titolari del procedimento, hanno iscritto sei persone nel registro degli indagati, oltre a due società, ipotizzando i reati di omicidio colposo aggravato dalla violazione della normativa antinfortunistica, lesioni personali colpose gravissime e, per gli enti, responsabilità amministrativa. Per la Procura, tutti gli indagati, ciascuno per le rispettive competenze tecniche e gestionali, avrebbero omesso o gestito in modo irregolare aspetti essenziali della sicurezza, esponendo i lavoratori a un rischio estremo durante l’intervento. Le contestazioni riguardano, tra l’altro, l’assenza di una compiuta valutazione del rischio in ambienti confinati; la predisposizione incompleta o non conforme dei Piani di Sicurezza e Coordinamento e dei POS; la mancata individuazione di un coordinatore per l’esecuzione; l’omesso controllo sull’impiego di autorespiratori e rilevatori multi-gas; una generale sottostima dei pericoli presenti nella vasca oggetto dei lavori.



