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Sud: report Fondazione Curella, 2014 nero

La lunga recessione dell’economia italiana potrebbe essersi arrestata, ma l’inversione di tendenza riguarda soltanto una parte del Paese, il Centro Nord, e al momento resta nelle statistiche senza essere percepita ne’ dalle famiglie ne’ dalle imprese. La diagnosi e’ del Rapporto sull’economia del Mezzogiorno nel secondo semestre 2013, presentato, oggi a Palermo e realizzato dalla Diste Consulting per la Fondazione Curella. Fatto il punto, le previsioni non sono positive per il Sud e Isole, dove “il vistoso ritardo dell?offerta produttiva concederà soltanto un?attenuazione della recessione”, secondo il dossier che a distanza di sette anni dall?inizio della crisi calcola un ulteriore -1,5% dei consumi delle famiglie residenti sul territorio meridionale e insulare e un peggioramento del tasso di disoccupazione stimato attorno al 22,3% nel Mezzogiorno. Secondo i dati mensili provvisori, al netto dei fattori stagionali, nel gennaio 2014 il numero degli occupati (ventidue milioni 259 mila) e’ rimasto stabile sui bassi livelli precedenti, ma in calo dell’1,5% su dodici mesi prima (-330 mila unita’). Il tasso di occupazione, pari al 55,3%, e’ diminuito di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,7 punti su base annua. Il numero dei disoccupati, tre milioni 293 mila, e’ aumentato dell’1,9% su dicembre e dell’8,6% al confronto di un anno prima (+260 mila). Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 12,9%. La dinamica del tasso di disoccupazione giovanile, riferito alla classe d’eta’ 15/24 anni, e’ rimasta sostenuta e l’indice ha toccato il 42,4%. Sul fronte della produzione e’ proseguita la corsa dei “default” che colpisce le imprese: 62 mila nei primi nove mesi dell’anno, il 7,3% in piu’ del 2012 e il record assoluto degli ultimi anni. Le chiusure sono in aumento in tutti i macro-settori, numeri drammatici che non risparmiano nessuna area territoriale. Nel quarto trimestre 2013 i fallimenti hanno toccato nuovi record, arrivando alla cifra piu’ alta registrata in un trimestre dal 2009. Nel 2013 circa 14 mila 300 casi, +14% sul 2012 e +54% rispetto al 2009. In cinque anni si conteggiano in tutto 59 mila 600 imprese costrette a portare i libri in tribunale, con un trend in costante aumento. Lo scorso anno il numero dei casi ha raggiunto quota 3.700 circa nel Sud e Isole.

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