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Veleni al Vermexio, ancora audizioni in commissione antimafia e il silenzio dei colpevoli

Nella breve storia di quest’amministrazione comunale capitanata da Giancarlo Garozzo, bisogna registrare necessariamente il silenzio dei colpevoli deformato e sostenuto da chi si è schierato per motivi di opportunità, o del proprio convinto senso ideologico politico, e i no decisi di Simona Princiotta che non accetta, piaccia oppure no, quel vecchio modo e metodo di fare politica che magari all’inizio non era nemmeno a conoscenza dello stesso Garozzo, così come dimostrerebbero alcuni atti nei fascicoli d’inchiesta della procura di Siracusa. Ma ora tutta la vicenda è davvero fuori dal controllo della democrazia rappresentativa, dove si dispiegano a ventaglio i mille veleni al Vermexio che ritornano così nell’agenda della commissione antimafia, tirata in ballo più dal rumore mediatico che dai reali contorni mafiosi e dintorni.

Dopo un periodo di break i commissari tornano ad occuparsi del caso Siracusa, con l’invito di altri personaggi coinvolti nella vicenda, dove c’è anche l’interesse della commissione nazionale antimafia, di Rosy Bindi.
In calendario sono due audizioni nel programma per la prossima settimana della commissione regionale antimafia presieduta da Nello Musumeci per le vicende legate ai veleni al Vermexio. Il primo ad essere ascoltato sarà il presidente del consiglio comunale di Siracusa, Santino Armaro, e a seguire l’avvocato Corrado Giuliano, rappresentante legale di Legambiente per i fatti legati al rilascio delle autorizzazioni alla società Open Land che ha realizzato il centro commerciale nella vecchia Fiera del Sud, in contrada Epipoli. Nel programma delle audizioni anche il consigliere comunale, Alberto Palestro.
Per quel che riguarda l’attività della Commissione nazionale antimafia, si stanno preparano le altre convocazioni. L’istruttoria è stata già avviata con l’audizione del sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, dalla commissione presieduta da Rosy Bindi nella seduta plenaria del 19 ottobre, opportunamente secretata, nella quale Garozzo ha rappresentato le tematiche sulla condizione politico-amministrativa del Vermexio. Un’audizione quella del sindaco di Siracusa che ha riprodotto quanto già riferito a Palermo davanti alla commissione antimafia dell’Ars, partendo dalle dichiarazioni sulle attribuzioni, a suo dire, del Pd sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti della sua giunta comunale, quando dichiarava: «qualcuno doveva assumersi la responsabilità di avere portato nel partito persone legate alla malavita organizzata».

Le audizioni della commissione nazionale antimafia dovrebbero riprendere a giorni con un programma ancora da definire. La commissione presieduta da Rosy Bindi sentirà quanti più personaggi collegati nella vicenda del caso Siracusa in modo da poter avere un quadro a ventaglio completo e il più valido possibile e combaciante alla realtà dei fatti che continuano a tenere banco e accesi le luci della ribalta nella cronaca di tutti i giorni.

La consigliera comunale Simona Princiotta, tirata più volte in ballo dal Sindaco Garozzo, già ascoltata davanti alla commissione regionale antimafia quando ha recapitato una corposa documentazione con documenti e allegati, costituiti da atti giudiziari e procedimenti penali che riguardano le tante presunte irregolarità nella pubblica amministrazione siracusana, sarà molto probabilmente sentita a Roma dalla commissione Enti Locali. Un comitato ristretto che ha il compito di agevolare il lavoro della Commissione nazionale antimafia, per le specifiche condizioni di cui tratta il caso Siracusa.
L’audizione del prefetto di Siracusa, Armando Gradone, sarebbe programmata nell’agenda della Commissione nazionale antimafia durante la missione in Sicilia prevista per la prossima settimana, quando la commissione, presieduta da Rosy Bindi, potrebbe decidere di convocare anche il rappresentante del Governo nel territorio siracusano.

Insomma, la vicenda legata ai veleni al Vermexio e al sospettato di rapporto con elementi mafiosi da parte della politica siracusana, in particolar modo con uomini del Pd, continua senza sosta, ma difficilmente porterà a fatti o a decisioni clamorose, come lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

E, come in premessa, da una lotta intrapresa da Simona Princiotta, in cui ha creduto e contro tante cose, ingiustizie e intrallazzi nelle istituzioni, persuasioni, persone e poteri, per vivere una vita complicata e nel senso di un discorso logico in una situazione che entra nella scena contro cui oggi in generale batte la bandiera della lotta, dove nessuno potrà cantar alla fine vittoria pura, ma saranno le mezze verità offuscate dagli interessi delle parti che faranno cambiare le carte in tavola, insieme al fallimento della verità, della libertà e della democrazia. Perché, come dice Che Guevara: “In una rivoluzione, se è vera, si vince o si muore”.
Concetto Alota

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